sabato 30 agosto 2014

Prezioso il contributo degli sponsor



A qualche giorno dal termine del Festival della montagna TRA LE ROCCE E IL CIELO nel tirare un bilancio di questa manifestazione non possiamo fare a meno di ringraziare  i nostri sponsor, grazie al contributo dei quali abbiamo potuto realizzare il Festival.
Ve li presentiamo:

Cantine Vivallis.  Vivallis è il marchio che nasce raccogliendo l’eredità secolare della Società Agricoltori Vallagarina - Vallis Agri Scarl. Esprime la forza delle sue radici, che risalgono al lontano 1908, raccogliendo e trasformando le uve provenienti da oltre 700 ettari di vigneti, posti in zone altamente vocate, sapientemente coltivati da 730 soci, guidati da un preparato team tecnico di agronomi ed enologi. L’obiettivo è racchiudere nei loro vini cultura, storia e passione del passato e, attraverso l’uso misurato di tecnologie avanzate, offrire contenuti più moderni, per continuare ad essere espressione vera e dinamica del territorio della Vallagarina.
www.vivallis.it

Trinco Automobili Concessionaria Suzuki Trinco Automobile è concessoniaria esclusivista moto Guzzi per il Trentino Alto Adige.
«I tempi oggi, anche se cambiati non cambiano la passione, che è la stessa di nostro padre Ugo Trinco che per la Vallarsa ha sempre avuto una simpatia per gli abitanti e un riguardo speciale verso questa terra, Io e mio fratello Alberto crediamo e portiamo avanti con la stessa forza che nostra padre Ugo ci ha lasciato» -Alessandro Trinco.

Distilleria Marzadro, La distilleria, a conduzione familiare nasce a Brancolino di Nogaredo in Vallagarina, dall'intuizione di nonno Attilio e della sorella Sabina, appassionati dell'antica arte della distillazione della vinaccia, a quel tempo limitata per lo più alla soddisfazione di fabbisogni familiari. Con gli anni l'azienda si è evoluta e sono subentrati figli e nipoti di Attilio, pilastro insostituibile della famiglia, che hanno puntato sempre di più all'adeguamento dell'azienda per soddisfare le esigenze del mercato internazionale, contando sulla qualità nella produzione di acqueviti, grappe e liquori.

Grafiche Futura è un’azienda che ha oltre 20 anni di esperienza nel settore tipografico. Offre un servizio completo, dalla progettazione grafica, alla stampa offset o digitale.
«Negli anni, siamo riusciti a formare un gruppo di lavoro motivato che opera in sintonia. Le tecnologie e le procedure sono collaudate da anni di esperienza diretta. Il rapporto con i clienti è una collaborazione attiva. La continua ricerca e il “mettersi in gioco” è alla base
della nostra filosofia aziendale e ci permette di offrire soluzioni ottimali, certe e affidabili nella qualità e nei tempi richiesti.»
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Montura - AlpStation Isera e Schio. ALPSTATION è un negozio specializzato sugli articoli da Alpinismo – Sci alpinismo – Montagna – Trail Running – Outdoor che mette a disposizione tutta la linea di abbigliamento Montura e gli accessori di varie marche. L'idea come ricerca che anticipa il futuro: è da qui che nasce Montura, dalla voglia di guardare oltre i confini dell'esperienza per ricercare sempre nuove soluzioni, proprio come l'alpinista che alimenta i suoi sogni esplorando gli orizzonti.

Calliari Fiori nasce tutto nel 1978 da una felice e fortunata idea di Mariano Calliari che, appassionato di piante decise di far costruire alcune serre di 600 mq per dedicarsi alla coltivazione di piante da interno, stagionali, piante fiorite, oltre naturalmente alla sua vera passione, le piante da orto. Il garden center vero e proprio viene aperto nel 1985. Nel nuovo spazio si possono acquistare attrezzature per giardinaggio, fertilizzanti, fiori recisi, vasi, bulbi, sementi oltre a qualificatissimi servizi di addobbi floreali per ogni occasione. Attualmente l'azienda dei fratelli Calliari (Mario, Ugo e Luca) occupa una superficie complessiva di 8.000 mqUn negozio di circa 500 mq. è dedicato alla vendita di fiori recisi, piante da interno, fertilizzanti, tutti i prodotti per la cura e la manutenzione di piante e spazi verdi.


martedì 26 agosto 2014

"Pietra su pietra, la vita in montagna" vince il concorso fotografico "Abitare la montagna"

Sono arrivati da tutta Italia gli scatti inviati per partecipare al concorso fotografico “Abitare la montagna” promosso dall’associazione tra le Rocce e il Cielo nell’ambito del festival della montagna vissuta con consapevolezza.
Di quelle arrivate la giuria ne ha individuate 69 idonee alla partecipazione per qualità e inerenza al tema, che era l’abitare la montagna, con particolare riferimento all’uomo.
Tutte queste immagini, in un album sul social network Facebook hanno potuto essere votate dal pubblico che così ha assegnato il premio “Social” – che con 1.033 “Mi piace” è stato assegnato alla foto “Quiete notturna” di Aldo Diazzi - e scelto delle 10 delle 30 fotografie (le altre sono state individuate dalla giuria) che si sono guadagnate un posto nella mostra esposta al museo della civiltà contadina di Vallarsa dalla metà di agosto. Clicca qui per vedere quali sono.

La giuria - formata da Egidio Bonapace, presidente di Accademia della Montagna del Trentino, da Bepi Pinter membro del cda di Accademia e dal fotografo e appassionato di montagna Marco Angheben - ha assegnato:
La premiazione, con il vincitore Sigfrido Corradi e Bepi Pinter, rappresentante della giuria
il primo premio all’immagine “Pietra su pietra: la vita in montagna” di Sigfrido Corradi, caratterizzata dalla competenza tecnica nell’esecuzione, dalla sapiente composizione che sa coinvolgere l’osservatore nel fotogramma e dalla scelta del momento migliore in cui scattare.

Il secondo premio alla fotografia “Il rifugio Col Gallina tra rocce e stelle” di Roberto Marchegiani, in cui il fascino dello scatto notturno e dei tempi lunghi utilizzati rendono onore alla costanza del fotografo nella ricerca di soggetti e condizioni inusuali.

Il terzo premio a “Monte Bianco, Bivacco Gervasutti” di Alberto Bertazzo, riportando all’attenzione una forma diversa e meno classica dell’abitare la montagna ma che dimostra come anche nel ventunesimo secolo lo sposalizio tra uomo e montagna è più forte e vivo che mai.

Chi ha vistato la mostra, oltre 200 persone fino alla sera del 23 agosto, attraverso la votazione dei tre scatti preferiti, ha assegnato il premio del pubblico. È risultata vincente, con 68 voti, la foto “Il rifugio Col Gallina tra rocce e stelle” di Roberto Marchegiani.

Le premiazioni si sono svolte nell’ultima giornata del Festival “TRA LE ROCCE E IL CIELO”.


domenica 24 agosto 2014

Luca Mercalli a Tra le rocce e il cielo parla della montagna e dei cambiamenti climatici

Il clima del passato, il clima del futuro e la montagna come cartina di tornasole. È stato questo il tema del confronto di sabato sera alla Giornata della Vita in montagna del festival “Tra le rocce e il cielo”. Un dialogo tra il meteorologo Luca Mercalli e il giornalista Roberto Mantovani, saliti fino al tendone del circolo Lamber a Riva di Vallarsa per parlare del clima che cambia, dell’uomo e della montagna. Ad ascoltarlo, circa trecento persone salite in Vallarsa nonostante il tempo incerto e le temperature tutt’altro che estive.


Una “chiacchierata” a tutto campo ma, viste le conoscenze di Mercalli e la sua lunga esperienza all’interno della trasmissione “Che tempo che fa”, il maggiore argomento sono stati i mutamenti climatici e il surriscaldamento globale a cui stiamo assistendo. L’occasione è stata importante per sfatare alcuni luoghi comuni della climatologia, come per esempio che nei secoli passati il clima sia stato a tratti più caldo di quello che stiamo sperimentando negli ultimi due decenni. “La mummia del Similaun” ha detto Mercalli “è la prova più schiacciante che i ghiacciai non hanno arretrato così tanto negli ultimi 5000 anni. Semmai da allora ci sono stati momenti più miti degli anni che li avevano preceduti, ma non più caldi di ora”.


Quali allora possono essere le conseguenze a livello più generale? “Se prendiamo la strada ‘virtuosa’, come stanno facendo i paesi scandinavi e poche altre realtà, le temperature si alzeranno di due soli gradi alla fine del secolo. Se invece continuiamo a pensare che la Terra abbia risorse e capacità di risposta illimitate, gli aumenti di temperatura saranno ben più sensibili, e alla fine del secolo i mari saranno più alti di almeno un metro rispetto ad ora. E se è vero che le temperature erano alte come adesso ai tempi dell’uomo del Similaun, c’è da dire che allora c’erano solo cinque milioni di persone, per lo più nomadi. Oggi siamo sette miliardi e cresciamo di ottanta milioni all’anno. Credete che in caso di innalzamento dei mari si possano spostare città come New York, Shanghai o Venezia con la stessa facilità con cui i nostri antenati spostarono capanne di paglia?”. Quali allora gli scenari che si prospettano per territori alpini come il nostro? “In generale” ha detto Mercalli “si prospetta un’appeninizzazione delle Alpi: inverni molto discontinui, magari con nevicate molto intense che però fondono molto in fretta non appena si alzano le temperature e piove. Questa è una cosa che interrogherà tutto il sistema turistico di montagna. In più, gli inverni dureranno sempre di meno, quindi le nevi scioglieranno prima. Questo alla lunga rischia di compromettere il ruolo di ‘serbatoio’ svolto dalle Alpi e dai suoi ghiacciai: se le nevi e i ghiacci sciolgono prima, le piene saranno più intense in primavera e inizio estate, ma si rischia di avere penuria di acqua nei mesi in cui se ne ha più bisogno, cioè in estate.”.

 Questi cambiamenti richiedono, per essere gestiti e, si spera, invertiti, scelte politiche a livello globale. “La Danimarca è eccezionale nell’efficienza energetica, ma che differenza fa? Nemmeno l’Italia farebbe tanta differenza da sola. Surriscaldamento globale significa che le risposte devono essere decise a livello globale: non c’è uno Stato che da solo possa cambiare le cose. E ci vuole una sensibilità dei cittadini riguardo ai combustibili fossili e alle emissioni inquinanti che ancora non c’è. Le conoscenze e le competenze ci sono, gli incontri internazionali ci sono, ma sono inutili per via delle lobby e dell’inconcludenza in cui si rinchiudono oggi questi incontri. Ci vuole un cambio di passo, e smettiamola di cercare capri espiatori”.



Ma l’incontro non si è concentrato solo sui cambiamenti climatici, e ha spaziato nella comune passione di Mantovani e Mercalli per la montagna e, in special modo per le Alpi. Passione che ha portato Nimbus, la rivista della Società Italiana di Meteorologia, ad uscire per la prima volta assieme alla Rivista della Montagna in cui lavorava Mantovani negli anni Ottanta. Un connubio, quello fra meteorologia e montagna, che è sempre stato forte e che va rinforzato. In primo luogo perché la montagna è, come ha detto Mercalli stesso, il “canarino nella miniera”: essa avverte e “somatizza” i cambiamenti del clima più velocemente e in maniera più facilmente avvertibile di altri territori, quindi ci può aiutare a vedere in tempo i segnali che qualcosa non va. In secondo luogo, questo stretto rapporto può aiutare a vivere e a visitare la montagna con maggiore rispetto: una certa meteorologia “da bar” ma a larga diffusione tramite internet può portare alpinisti amatoriali a “fidarsi troppo” e a partire con attrezzatura che, seppur sofisticata, non è adatta ad affrontare le insidie che il tempo atmosferico può regalare in alta quota. Se è vero che l’attrezzatura che abbiamo oggi non è paragonabile con quella dei primi pionieri della montagna dell’Ottocento, è anche vero che questi alpinisti avevano il rispetto necessario per la montagna da partire pensando sempre al peggio, quindi con tutta l’attrezzatura necessaria.

sabato 23 agosto 2014

La giornata dedicata a chi vuole vivere la montagna

Si è svolta oggi la terza giornata di questa edizione 2014 del Festival Tra le Rocce e il Cielo. Il tema è stato il vivere e far vivere la montagna. Questo vuol dire riconoscere le minacce e le sfide portate a questo ambiente: in primo luogo la minaccia dello spopolamento, causato dal flusso soprattutto di giovani dalle montagne alle città. In secondo luogo, le minacce portate dallinquinamento e conseguenti  cambiamenti climatici che proprio su questi territori possono colpire più duramente.


La mattinata ha avuto il filo conduttore dellabitare la montagna. Con la presentazione di Massimo Plazzer, sul palco sono intervenuti Giacomo Lombardo, Luisella Dutto, Claudio Coradazzi, Francesco Guzzonato, Nicola Chiavarelli e Luca Gibello, che ha moderato il dibattito. Si è iniziato con il buon esempio di Ostana, comune occitano del Piemonte, che ha combattuto efficacemente lo spopolamento, e che oggi festeggia nuovi nati e la riapertura di esercizi economici, pur in una zona così complessa. Si è parlato poi di albergo diffuso come rilancio dei borghi montani in chiave turistica senza snaturarne storia e particolarità e di co-housing come via per ripopolare la montagna e di riportarci a vivere i giovani e le famiglie. Infine si è parlato di come inserire questa esigenza di ripopolamento con una nuova idea di architettura e urbanistica, più compatibile con lambiente e sostenibile. Luca Gibello ha presentato allo platea svariati esempi di rifugio alpino, sottolineando come nel tempo il rifugio si sia evoluto tecnicamente ed esteticamente per rimanere contemporaneo. Nicola Chiavarelli, invece, ha parlato di case sospese che rivedono il concetto di "casa sull'albero" e che proprio in Trentino, in via sperimentale, diventeranno presto strutture ricettive a vocazione turistica.

Nel pomeriggio si è discusso dei problemi che il clima sta portando alla montagna. Cambiamenti climatici, modi per limitarli e buone pratiche sono stati alcuni dei temi più trattati. Il dibattito ha visto sul palco i contributi di Marco Avanzini e Christian Casarotto del MuSe di Trento, Roberto Barbiero della Protezione Civile, Antonio Chiadò di Alleanza nelle Alpi, Luca Cetara della Convenzione delle Alpi, con il coordinamento di Francesco Musco dello IUAV di Venezia. Spopolamento e inquinamento sono due cause di problemi ambientali che hanno origine nei territori urbani ma che colpiscono più fortemente le zone di montagna.
Per brevità, citiamo solo l'intervento del glaciologo Casarotto che ha portato la platea a riflettere sul l'importanza dei ghiacciai che sono in continua riduzione ma che assolvono un ruolo importante sia per l'approvigionamento idrico del fondo valle sia per il controllo della temperatura terrestre. In merito, vi segnaliamo la mostra "Ghiacciai di una volta, Immagini a confronto" una mostra visibile nei giorni del festival presso il museo etnografico di Riva, frutto di una ricerca durata due anni che sperimenta nuove forme comunicative e che mostra al visitatore i mutamenti subiti dai ghiacciai italiani.


Come è successo ieri, abbiamo affiancato ai dibattiti anche delle attività per bambini sullo stesso tema, sia per affrontarlo in maniera giocosa e semplice, sia perché fin da subito si educhi allimportanza dellambiente. Il laboratori a cura dellassociazione H2O+, ha spiegato ai bambini come viene prodotta lenergia a partire dalle varie fonti rinnovabili
Si sono poi esposti e presentati i disegni del progetto lEcovigile che vorrei, a cui hanno partecipato le scuole primarie della Vallagarina. Infine, si è svolta la passeggiata nella mostra Architettura, arte e natura prototipi di case sugli alberi. La mostra ha visto esposti i modelli di treehouses realizzati dai bambini della scuola elementare F.- Cavallin di Vallarsa, e dai ragazzi delle scuole superiori di Este, Fiera di Primiero e Treviso, a cura dello studio MQaa.



La giornata si è conclusa con la conferenza tenuta da Luca Mercalli, presidente della Società Italiana di Meteorologia e collaboratore per la RAI. Ha presentato Roberto Mantovani. La conferenza è stata animata dallansia causata da un nostro impatto sulla natura e sul clima che sembra sempre più sfuggire al controllo. Come ridurre il nostro impatto, come invertire la tendenza dei cambiamenti climatici? Senza voler cedere a facili allarmismi, la conferenza ha voluto presentare i fatti con la dovuta durezza e discutere delle possibili alternative.

Domani ci attende la giornata conclusiva del Festival, che avrà come filo conduttore la storia del nostro territorio, con particolare riferimento alla Grande Guerra, che ha avuto nella nostra valle uno dei suoi sanguinosi teatri.


Ci vediamo domani, buon Festival.

Dopo il clima che cambia tocca alla Grande Guerra

Oggi la giornata del Festival TRA LE ROCCE E IL CIELO è stata tutta dedicata cambiamento climatico.
Nemmeno a farlo apposta chi è arrivato in Vallarsa ha trovato la valle immersa in una nebbia e con una temperatura che assomigliava più a quella di fine novembre che a quella estiva.


In questo clima pazzo, sotto una pioggia battente,si è tenuto il convegno “Abitare la montagna che cambia”. Si è parlato di come riconoscere le minacce e le sfide portate a questo ambiente: in primo luogo la minaccia dello spopolamento, causato dal flusso soprattutto di giovani dalle montagne alle città, e delle varie forme di architettura montane. In secondo luogo, le minacce portate dall’inquinamento e conseguenti  cambiamenti climatici che proprio su questi territori possono colpire più duramente.

In serata sarà il meteorologo Luca Mercalli a raccontare cosa ognuno di noi può fare per contrastare il cambiamento climatico.

Domani, domenica 24 agosto 2014, giornata che il festival dedica alla storia, ci sarà un’escursione sugli avamposti dell’artiglieria verso il monte Corno, un recital-tavola rotonda sulle donne nella guerra e uno spettacolo teatrale che dà voce alle testimonianze dei soldati trentini. 

L’USCITA SUI SENTIERI DELLA GRANDE GUERRA porterà da Raossi al Sommele, sugli avamposti dell’artiglieria verso il Corno. L’escursione accompagnerà gli amanti della storia e della montagna lungo il percorso audio-guidato PAPA dell’associazione Pasubio100Anni. Si parte alle ore 8 dal parcheggio di Raossi. E’ necessario abbigliamento da montagna.

Alle 17.30 al Museo della civiltà contadina di Riva  si terrà un Recital - Tavola rotonda dal titolo  DONNE NELLA TEMPESTA. Voci femminili durante le Grande Guerra. Luciana Palla, Rosanna Cavallini e Francesco De Nicola parleranno del ruolo della donna nel primo conflitto mondiale e vi saranno intermezzi recitativi e musicali di Walter e Chiara Salin, con canti al femminile e letture di scritti e diari di donne nella guerra. Presenta Roberto Mantovani.

La serata si aprirà alle 20 con la proiezione del film “CESARE BATTISTI. L’ULTIMA FOTOGRAFIA” di Clemente Volpini, regia di Graziano Conversano, prodotto da Rai Educational – Rai Storia, in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino. Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico, presenterà il documentario che racconta la vita di Cesare Battisti, divenuto un simbolo capace ancora, a cent’anni di distanza, di far discutere: martire per l’Italia, traditore per l’Austria. Per questo ora, con l’Unione Europea ancora in costruzione e soggetta a frizioni e spinte centrifughe, è così importante indagare il pensiero e le azioni di un uomo che sognava l’Europa dei popoli e la fratellanza come forma di convivenza, ma che venne poi travolto dalla guerra quando, nel 1914, gli Stati decisero di risolvere con le armi i conflitti nazionali. La sua storia, dunque, va ben oltre la sua persona, ed ha molto da insegnare anche a noi oggi.


La proiezione, al Teatro comunale di Sant’Anna, sarà seguita dallo spettacolo "MIA MEMORIA…" Testimonianze dei soldati trentini nella Grande Guerra.
I soldati trentini che hanno combattuto la Grande Guerra sul fronte orientale, arruolati nell’esercito austroungarico, sono stati spesso guardati con sospetto e disprezzo dai commilitoni in quanto “Tagliani”. D’altra parte, sono stati anche a lungo rimossi dalle cronache italiane perché hanno combattuto dalla parte “sbagliata”. Hanno comunque lasciato una loro straordinaria testimonianza in diari e lettere scritte durante la prima guerra mondiale; assieme a loro tutti i civili, uomini e donne, che hanno visto sconvolte la loro vita e la loro terra dagli eventi bellici.
Questi scritti, spesso terribili ma carichi di viva umanità popolare, sono stati recentemente raccolti nel volume di Quinto Antonelli I dimenticati della Grande Guerra - La memoria dei combattenti trentini (1914-1920).
Lo spettacolo “Mia memoria”, scritto e interpretato da Amedeo Savoia, intende contribuire a farli conoscere, dando corpo alle voci di questa umanità singolare, con l’aiuto della musica klezmer del gruppo T.T.T. (Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania), le voci dei Cantori di Verméi,  e di un multimedia ricco di foto storiche e di filmati d’epoca.

Presenta Giuseppe Ferrandi.

Passeggiata artistico-letteraria: conferma dei cambiamenti annunciati ieri

ATTENZIONE! Viste le condizioni meteo, ci troviamo costretti a confermare le variazioni di programma sulla passeggiata artistico-letteraria di oggi, annunciate ieri:
alle ore 14.00 presentazione degli scrittori presso il Museo Etnografico a Riva di Vallarsa
alle ore 17.00 con partenza da Ometto, passeggiata di presentazione della mostra "Il luogo delle fotografie" di Marco Angheben lungo il percorso a Monte di mezzo - Malga Siebe.

venerdì 22 agosto 2014

Passeggiata artistico-letteraria: variazioni in caso di pioggia

ATTENZIONE! Viste le avverse previsioni meteorologiche di domani mattina comunichiamo che in caso di maltempo la passeggiata artistico letteraria con la presentazione degli scrittori subirà le seguenti variazioni:
alle ore 14.00 presentazione degli scrittori presso il Museo Etnografico a Riva di Vallarsa
alle ore 17.00 con partenza da Ometto, passeggiata di presentazione della mostra "Il luogo delle fotografie" di Marco Angheben lungo il percorso a Monte di mezzo - Malga Siebe.

Se il tempo fosse bello invece il programma rimarrà invariato con partenza alle 10.00 da Ometto.
La comunicazione definitiva sarà data domattina attraverso i Social Network del Festival.

A domani! buon Festival

22 agosto, Giornata delle Lingue madri



Si è svolta oggi la giornata del festival dedicata alle lingue madri e alle minoranze etno-linguistiche. Un’intensa giornata di incontri, dibattiti e confronti sul patrimonio di piccoli popoli e piccole lingue che punteggiano l’Italia, l’Europa e il Mondo. Un patrimonio spesso messo a rischio da una modernità che tutto spinge all’omologazione, dalla negligenza che “lascia al loro destino” tradizioni, usi, costumi e lingue diversi da quelli maggioritari, e da scelte scellerate di omologazione e di imposizione della cultura “nazionale”, fomentando tensioni ed odi etnici.


Il convegno dedicato a questo spinoso tema si è intitolato “IDENTITA’ IN BILICO. NARRARE IL MONDO CON GLI OCCHI DELLE ETNIE RESPINTE”. Durante la mattina questo convegno ha avuto la forma di tavola rotonda, con la partecipazione dei cimbri Andrea Nicolussi Golo, Vito Massalongo e Hugo Daniel Stoffella, del ladino Werner Pescosta, la mochena Claudia Marchesini, l’occitana Ines Cavalcanti, la walser Beba Schranz, e Frédéric Spagnoli, con Annibale Salsa a moderare il dibattito. Ha introdotto Riccardo Rella e hanno portato i saluti Sieghar Gamper, Direttore dell’Ufficio Minoranze della Regione. Insieme si è discusso della storia e della situazione presente delle minoranze dell’arco alpino italiano. Identità o appartenenza, inclusione o integrazione sono state le parole ricorrenti di questo dibattito.



Nel pomeriggio, si è svolto il dialogo moderato da Riccardo Rella sul tema “Dialoghi, visioni, narrazioni. Narrare il mondo con gli occhi delle etnie respinte”.


Si sono alternati sul palco il tibetano Nodreng, Wolfraud De Concini, esule dai Sudeti germanofoni dell’attuale Repubblica Ceca, e Antonia Arslan, autrice del libro “La masseria delle allodole”, armena.

Dalla Turchia alla Boemia, al Tibet, abbiamo ricostruito una mappa delle persecuzioni e degli odi etnici al di fuori dei confini italiani, facendo narrare ai protagonisti e ai testimoni le storie toccanti di come i nazionalismi siano da sempre i grandi nemici dell’inclusione e della coesistenza pacifica. Oggi più che mai crediamo che questa sia una lezione da tenere bene a mente, per evitare tragedie presenti e future.

Il pomeriggio al Teatro di Sant’Anna si è concluso con la proiezione del film dei fratelli Taviani “La masseria delle Allodole”, con un dibattito fra Antonia Arslan e il pubblico, moderato da Andrea Nicolussi Golo.

E se l’istruzione e l’educazione delle giovani generazioni sono la porta verso il futuro, è importante che la cultura dell’inclusione e dell’accoglienza della diversità in ogni sua forma sia proposta fin da subito ai più piccoli. Per questo si sono svolti al tendone allestito a Riva di Vallarsa dei laboratori per bambini dal tema “Un giorno in occitano e in tibetano. Gioca a parlare e a scrivere nelle lingue d’alta quota”, con la collaborazione dell’Associazion “Chambra d’Oc” e dell’associazione Italia-Tibet.

Al Museo della Civiltà Contadina di Riva, inoltre, si sono svolti la “Passeggiata sonora” fino al forte Parmesan, con la musica di Francesca Aste, e il concerto del flautista Fabio Mina.

Tutta la giornata è stata coronata dal concerto “12 canti per 12 lingue” al tendone di Riva. Un’occasione per sentire tutte assieme le musiche e le parole delle 12 lingue minoritarie italiane: albanese, catalano, tedesco, greco, sloveno, croato, francese, francoprovenzale, friulano, ladino, occitano, sardo.

Dopo le identità in bilico si racconta il clima che cambia

Oggi la giornata del Festival TRA LE ROCCE E IL CIELO è stata tutta dedicata alle lingue madri.
Sul palco i rappresentanti delle culture minoritarie dell'arco Arco alpino.- cimbri, mocheni, ladini, walser e occitani - si sono confrontati sul tema delle etnie respinte.
Nel pomeriggio lo stesso argomento è stato trattato dall’ex monaco tibetano Nodreng, dall'armena Antonia Arslan e Wolftraud de Concini, tedesca profuga nei Sudeti.



I bambini hanno potuto cimentarsi nei laboratori linguistici di tibetano e occitano.
E stasera lo spettacolo 12 Canti per 12 lingue condurrà in un viaggio tra le 12 lingue minoritarie d'Italia.



Domani, sabato 23 agosto, la giornata sarà dedicata al clima.
La montagna è termometro del clima, che sa lanciare segnali d’allarme all’uomo ma fornisce anche opportunità di adattamento che vanno colte nel momento giusto.

Dopo una mattinata nella quale si affrontano nuovi modi di vivere le Alpi attraverso strategie per far tornare la gente a vivere in montagna anche attraverso l’uso di nuove tecnologie e forme contemporanee di architettura di montagna.

Dalle 14.30 al Teatro comunale di S.Anna autorevoli esperti parleranno del clima che cambia. I ricercatori del Muse di Trento, Marco Avanzini e Christian Casarotto, parleranno della storia del clima e dello stato dei ghiacciai alpini. Roberto Barbiero di Climatrentino e del dipartimento della Protezione civile, parla di come si può pianificare il cambiamento evitando di arrivare sempre all’emergenza.
Più tardi si parlerà di adattamento e di come le comunità di montagna possono agire in prima persona, sia preparandosi al cambiamento climatico che mitigandone gli effetti, anche attraverso esperienze già avviate. Ne parleranno Luca Cetara, di Convenzione delle Alpi, Antonio Chiadò della rete Alleanza nelle Alpi e Francesco Musco professore di pianificazione all’università IUAV di Venezia.



In serata sarà invece Luca Mercalli – meteorologo presidente della Società meteorologica italiana e volto noto della trasmissione “Che tempo che fa” – a raccontarci l’importanza delle alpi per il clima. Nella conferenza La montagna e i cambiamenti climatici: il canarino nella miniera? Il meteorologo  ci parlerà dei segnali che la montagna ci sta mandando. Segnali che spesso sono ignorati ma che se l’uomo è capace di cogliere ci presentano degli scenari futuri da affrontare per minimizzare i danni.
L’uomo per il clima è sia vittima che carnefice. Carnefice perché da 150 anni sta pesantemente influendo sul cambiamento climatico, ma anche vittima perché tutto questo alla fine andrà ad influire su di lui. Il lato positivo è che essendo l’uomo stesso tra le cause, potrà decidere di smettere, e questo è auspicabile.
La serata inizia alle 21, al Tendone di Riva di Vallarsa. L’ingresso è gratuito.




Dello stato dei ghiacciai alpini parla la mostra Ghiacciai di una volta, immagini a confronto. 22 confronti fotografici di ghiacciai alpini fotografati all’inizio del secolo e ripresi oggi dalla stessa inquadratura, nella mostra curata da Christian Casarotto glaciologo del MuSe ed esposta da domenica 17 agosto al museo etnografico di Riva di Vallarsa.

giovedì 21 agosto 2014

Iniziato il Festival, domani tocca alle lingue madri

E’ iniziata la quinta edizione del Festival TRA LE ROCCE E IL CIELO.

Le autorità hanno dato il via alla prima giornata del Festival Tra Le Rocce e il Cielo e i loro interventi hanno posto il focus su argomenti importanti e complessi che nei prossimi giorni troveranno ampio spazio nella riflessione che il festival si pone quest’anno.



L’assessore della Regione Trentino Alto Adige. Giuseppe Detomas ha parlato del montagna e del suo ruolo “protettivo delle culture minoritarie”, il sindaco Geremia Gios ha messo l’accennato il concetto di resilienza sottolineando come “La forza della montagna sta nella sua diversità ed eterogeneità”. Bruno Spagnolli, presidente SAT di Rovereto, e Claudio Rossaro, presidente gruppo SAT Vallarsa, hanno parlato della montagna e della vita in montagna come modello di condotta sociale per la società moderna.
Più incentrato sull’ecosostenibilità è stato l’intervento di Marcello Benedetti, assessore della Comunità della Vallagrina che ha accennato il concetto di Overshoot Day. “Ieri, 20 agosto, l’umanità ha finito di consumare le risorse che il Pianeta era in grado di generare quest’anno”.   


Ad aprire il festival c’erano anche Lorenzo Barater, consigliere della Provincia Autonoma di Trento, Umberto Martini presidente CAI e Iva Berasi direttrice di Accademia della montagna del Trentino che in partnership con l’associazione Tra le Rocce e il Cielo organizza la manifestazione.

Ecco il programma della giornata di domani:

ore 8 Partenza dal rifugio Monte Zugna USCITA LUNGO IL SENTIERO DELLA PACE fino al Parco della Pace e a Passo Buole, dove fu combattuta una delle più terribili battaglie della Grande Guerra. Accompagnano Martino Cornali e Claudio Fabbro, “pellegrini civili sul Sentiero della Pace” per Fondazione Opera Campana dei Caduti. Il primo tratto da Rifugio Monte Zugna fino al Parco della Pace è adatto per famiglie e bambini. E’ necessario abbigliamento da montagna.

ore 9.00 Teatro S.Anna Convegno IDENTITA' IN BILICO. NARRARE IL MONDO CON GLI OCCHI DELLE ETNIE RESPINTE
ESCLUSIONE-INTEGRAZIONE: il fluttuare dell’identità lungo il corso dei secoli. Tavola rotonda. Coordina Annibale Salsa
Saluti del direttore dell’Ufficio Minoranze della Regione Sieghard Gamper.
Tavola rotonda con i rappresentanti delle lingue madri d’Italia: i cimbri Andrea Nicolussi Golo, Vito Massalongo e Hugo Daniel Stoffella, i ladini Werner Pescosta e Fabio Chiocchetti, il mocheno Leo Toller, l’occitana Ines Cavalcanti, la walser Beba Schranz, e Frédéric Spagnoli.



ore 11.00 Tendone Riva  INCONTRO DEI DELEGATI DEI BORGHI DI MONTAGNA
"Comunicare per esistere: un progetto comune di valorizzazione per le alte terre,  verso Expo 2015". Partecipano giornalisti, comunicatori e rappresentanti di Associazioni e Istituzioni Locali.

ore 14.00 Teatro S. Anna Convegno IDENTITA' IN BILICO. NARRARE IL MONDO CON GLI OCCHI DELLE ETNIE RESPINTE.
DIALOGHI, VISIONI, NARRAZIONI. Narrare il mondo con gli occhi delle etnie respinte. Coordina Riccardo Rella.
Proiezione del film THE LEAVING del tibetano Nodreng: l’arte di insegnare l’antica lingua in Tibet. Incontro con l’autore.
Wolftraud de Concini: Boemia andata e ritorno. Storia di una profuga tedesca dei Sudeti.
La poesia dell’identità. Incontro con Mehmet Altun, poeta curdo in Turchia.
Antonia Arslan: Narrare l’indicibile. Testimonianze del primo genocidio del XX secolo.

ore 14.30 Tendone Riva Laboratori linguistici per bambini: "UN GIORNO IN OCCITANO e TIBETANO. Gioca a parlare e scrivere nelle lingue d’alta quota". Con la collaborazione di Associacion “Chambra D’Oc” e associazione Italia-Tibet.

ore 16.30 Teatro S.Anna Proiezione del film "LA MASSERIA DELLE ALLODOLE" dei fratelli Taviani (2007) sulla diaspora del popolo armeno. Il film, tratto dal libro omonimo, narra la tragica e dimenticata storia del genocidio degli armeni turchi del 1915, in quello che viene generalmente definito come la prova generale della shoah ebraica ad opera dei nazisti. L'autrice del testo, Antonia Arslan, incontra il pubblico. Presenta Andrea Nicolussi Golo.

ore 17.30 Museo della civiltà contadina, Riva PASSEGGIATA SONORA fino al forte Parmesan, Attraversare il territorio esplorando l’ambiente non solo con gli occhi. Compiere un percorso, a piedi, in cui concentrare l’attenzione su tutto ciò che sentiamo, i suoni della natura e la musica. L’escursione è adatta per famiglie e bambini. Con Francesca Aste.

ore 19 Museo della civiltà contadina, Riva Concerto del flautista FABIO MINA, tra improvvisazione, musiche extraeuropee, elettronica dal vivo e suono d’ambiente, un percorso sonoro che cerca di nutrirsi dell’energia del luogo.


ore 21 Tendone Riva Concerto spettacolo omaggio alle minoranze linguistiche storiche italiane "12 CANTI PER 12 LINGUE". Lo spettacolo unisce musica, canto, recital e multimedialità: il suono della lingua e una breve narrazione, affiancate da una cartina multimediale dell'Italia, accompagneranno lo spettatore in un appassionante cammino per le strade delle lingue minoritarie albanese, catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, francoprovenzale, friulana, ladina, occitana, sarda.

mercoledì 20 agosto 2014

Al via il Festival (attenzione piccolo cambio di programma per la prima giornata)

È quasi tutto pronto per l’inizio della quinta edizione del festival della montagna TRA LE ROCCE E IL CIELO.
Visto le previsioni metereologiche ci sarà in serata un piccolo cambio di programma.

Lo spettacolo  teatrale La luna sull’uomo e la performance di danza contemporanea Scivias - conosci le vie, che avrebbero dovuto svolgersi all’esterno del nuovo Spazio Elementare di Valmorbia, a partire dalle 21 si svolgeranno al Teatro comunale di S.Anna.
Il resto del progetto LA VIA DEI MULNI si svolgerà invece, come da programma a Valmorbia. Verrà anticipato il concerto del Connected duo  al pomeriggio.




Ecco il programma della prima giornata del Festival, giovedì 21 agosto:

ore 16 Teatro di Sant’Anna Presentazione dei filmati vincitori DOCUMENTEUR FILMFEST

ore 17 Teatro di Sant’Anna INAUGURAZIONE della manifestazione  e rinfresco.

ore 18 Teatro di Sant’Anna Proiezione del film CORPI IN BILICO, opera collettiva sul tema Giovani e Lavoro: Vivere Felici, realizzato dagli allievi della Scuola di Cinema di Ostana.

ore 18 Spazio Elementare, Valmorbia:  LA VIA DEI MULINI, progetto ideato e curato da associazione Elementare che indaga l'energia dell'acqua capace di generare vita e diventare forza motrice, alimentando l'immaginazione, la creatività e sogni individuali e di comunità, con:
·  fotografie e video mostreranno il rapporto gravitazionale dell'acqua e la relazione tra ecologia e sicurezza idrogeologica.
·  TOTEM multisensoriale parlerà delle relazioni cinetiche che l'uomo ha saputo generare attraverso i mulini, descrivendo il valore aggiunto che aumenta le possibilità di scambio attraverso questi meccanismi che usano l'acqua
·  mangiare insieme darà alle persone la possibilità di confrontarsi con gli autori delle fotografie e delle sculture ragionando sulla forza moltiplicatrice dei mulini.
·  descrizione degli 11 mulini che in passato si trovavano lungo le rive del fiume Leno..
·  CONNECTED DUO – Sonorità jazz, indie e acoustic e memorie di macchine motrici.

ore 21 Teatro di Sant’Anna   LA VIA DEI MULINI:  La luna sull’uomo (anteprima).     Anteprima teatrale che indaga la relazione tra uomo e natura come una chimera tra sogno e realtà. Un racconto teatrale di tentativi e fallimenti, come elogio non tanto al sogno in sé quanto all’avventura che sta dietro e dentro ad esso per realizzarlo.

ore 22 Teatro di Sant’Anna LA VIA DEI MULINI: scivias - conosci le vie (anteprima). Il mulino è centro di trasformazione dell’energia e della materia, luogo di movimento e di vita, di trasmutazione delle forze della natura e della materia grezza, che attraverso il processo sinergico di forze naturali e lavoro dell’uomo diventa nutrimento e condivisione. Attraverso l’interazione di movimento, suono ed immagine, la performance si propone di ridare vita a questo dinamismo reinterpretandolo in chiave simbolica.




Venerdì 22 agosto si proseguirà con la giornata che TRA LE ROCCDE E IL CIELO dedica alle lingue madri.
Durante la giornata si narreranno le difficoltà incontrate dai componenti di un’identità etnica minoritaria nell’interfacciarsi con lo stato nazione grazie all’incontro IDENTITA' IN BILICO. NARRARE IL MONDO CON GLI OCCHI DELLE ETNIE RESPINTE.
Interverranno esponenti dei gruppi etnici cimbri, mocheni, ladini, occitani e walser, ma anche ospiti internazionali: una tedesca dei Sudeti, un’armena, un curdo e un ex monaco tibetano. Non mancherà un laboratorio per bambini. Il concerto spettacolo "12 CANTI PER 12 LINGUE" accompagnerà il pubblico in un appassionante cammino per le strade delle 12 lingue minoritarie d’Italia. 



Il programma prevede anche delle uscite all’aria aperta: al mattino ci sarà un’escursione sul sentiero della pace e nel pomeriggio una camminata sonora con Francesca Aste.



La mappa del festival

Stefania Costa

martedì 19 agosto 2014

La danza delle falene, i tre capelli d'oro

«Quando l’anno scorso abbiamo partecipato alla manifestazione “Tra le rocce e il cielo 2013” con “La danza delle falene, Le mille e una notte” non avremmo mai pensato che la felice esperienza potesse avere un seguito. Invece anche quest’anno eccoci a presentare una nuova suggestione: “La danza delle falene, I tre fili d’oro” presso l’ ex scuola del Museo della Civiltà Contadina situato a Riva di Vallarsa.
Abbiamo preso posto “nel circolo del silenzio, e ci siamo presentati” come scritto “Nel cuore della foresta” di Roger Deakin.
Visto che il richiamo delle piccole luci sul prato ai margini del bosco non è bastato a richiamare le piccole “impalpabili ali cartacee”; ben sapendo che le visualizzazioni di idee, non sono neanche lontanamente confondibili con “l’abbagliante apparizione […] sul campo, ai margini del bosco, in una pura pozza di luce bianca” quest’anno aggireremo l’ostacolo attraverso la finzione della rappresentazione.



Al posto del bosco questa volta è il Museo Etnografico della Vallarsa (con la collaborazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto) a fare da sfondo ai personaggi in costume, mentre la fiaba scelta è “I tre capelli d’oro”al posto di Sherazade.
La guida Luisa Matassoni accoglie gli ospiti sulla porta della scuola e dopo una sosta fra i vecchi banchi e l'inchiostro nei calamai, accompagna il pubblico (diviso in piccoli gruppi) verso l’allestimento della cucina in cui trova un uomo misterioso interpretato da Osvaldo Maffei, intento a sventagliare una sua minuscola installazione composta da fili di metallo e farfalle mosse dalla corrente d’aria di un ventaglio. Come un" Mobiles " (gioco di parole francese coniato da M.Duchamp a per le delicate sculture cinetiche di Calder significante sia "mobile" che "motivo"), essa ha il compito di spiazzare il pubblico e predisporre l’animo all’ascolto della fiaba. Altre farfalle saranno adagiate in qualche altro angolo della cucina e sui cuscini e le coperte del letto. Nella stanza accanto, nel cuore della casa, risuona la voce della narratrice Paola Farinati seduta vicino al letto.
Se avete perduto il fuoco, la concentrazione, siete stanchi e logorati. Sedete e state quieti. Prendete l'idea e cullatela. Tenetela in parte, e in parte buttatela, e si rinnoverà. Non vi occorre null'altro. Entrate nella casa di un tempo, entrateci con attenzione, non dovete fare nulla, solamente ascoltare e lasciandovi trasportare per un attimo in un mondo immaginario...un mondo profondo forse più reale della realtà».
Osvaldo Maffei e Paola Farinati; omaffei@gmail.com, pfarinati@alice.it


LA DANZA DELLE FALENE. I TRE CAPELLI D’ORO si svolge domenica 24 agosto, a partire dalle 16 al museo della civiltà contadina di Riva, in Vallarsa.

Piccola fiaba per adulti e bambini di Paola Farinati con performance di Osvaldo Maffei. Gruppi di 8-10 persone saranno accompagnati nelle stanze del museo: “Entrate nella casa di un tempo, entrateci con attenzione, non dovrete fare nulla, solamente ascoltare e lasciarvi trasportare un attimo in un mondo immaginario”.

Il Museo della Civiltà Contadina della Vallarsa offre la possibilità di un percorso dentro la storia della valle e documenta come con lo scorrere del tempo siano mutati gli ambiti di vita, del lavoro e dell'economia. La ricostruzione, di alcuni angoli caratteristici,riportando a quanto narravano le storie, il fuoco illuminava e riscaldava tutti. Nella sezione staccata l'esposizione degli attrezzi per l'attività agricola silvo-pastorale, racconta la fatica dell'uomo e, quanto esso, vivesse a contatto con la natura. in percorso arricchente, non privo di un certo fascino che induce a guardare all'ambiente con occhio amico.

lunedì 18 agosto 2014

"Mia memoria" lo spettacolo sulla Grande Guerra chiude il festival

Sarà uno spettacolo sulla Grande Guerra a chiudere la quinta edizione del Festival “Tra le rocce e il cielo”, che si svolge in Vallarsa dal 21 al 24 agosto.

Domenica 24 agosto dalle 21.30, è la giornata che il festival dedica alla storia e in particolare al primo conflitto mondiale.

Alle 17.30 al Museo della civiltà contadina di Riva  si terrà un Recital - Tavola rotonda dal titolo  DONNE NELLA TEMPESTA. Voci femminili durante le Grande Guerra. Luciana Palla, Rosanna Cavallini e Francesco De Nicola parleranno del ruolo della donna nel primo conflitto mondiale e vi saranno intermezzi recitativi e musicali di Walter e Chiara Salin, con canti al femminile e letture di scritti e diari di donne nella guerra.



Alle 20, al Teatro di S.Anna, verrà proiettato il filmCESARE BATTISTI. L’ULTIMA FOTOGRAFIA”, di Clemente Volpini, prodotto da Rai Educational – Rai Storia, in collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino.
A seguire, alle 21.30, comincerà lo spettacolo – ideato dall’etnomusicologo Renato Morelli e dall’attore Amedeo Savoia – che  porterà un po’ di luce su eventi in larga parte dimenticati e giudicati marginali per lungo tempo da parte della storiografia ufficiale. Verrà infatti trattato l’argomento dei soldati trentini impegnati sul fronte orientale, combattenti per l’Impero Austro- Ungarico.



I soldati trentini che hanno combattuto la Grande Guerra sul fronte orientale, arruolati nell’esercito austroungarico, sono stati spesso guardati con sospetto e disprezzo dai loro stessi commilitoni in quanto “Tagliani”. Sono stati anche a lungo rimossi dalla storiografia ufficiale italiana perché hanno combattuto dalla parte “sbagliata”. Hanno comunque lasciato una loro straordinaria testimonianza in diari e lettere scritte durante la prima guerra mondiale. Questi scritti, spesso terribili ma carichi di viva umanità popolare, sono stati recentemente raccolti nel volume di Quinto Antonelli "I dimenticati della Grande Guerra - La memoria dei combattenti trentini (1914-1920)".

Lo spettacolo “Mia memoria”, scritto e interpretato da Amedeo Savoia, intende contribuire a far conoscere queste storie dimenticate, dando corpo alle voci di questa umanità singolare, con l’aiuto della musica klezmer del gruppo T.T.T. express (Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania) di Renato Morelli, e con la proiezione multimediale di un vasto archivio di foto e filmati d’epoca. Vi saranno anche i Cantori da Vermei, che con i loro canti popolari della tradizione trentina faranno da contrappunto alla musica multietnica dei T.T.T., accompagnando la narrazione di questi frammenti di vite dimenticate.

Con questo evento si chiuderà il programma degli eventi del Festival Culturale “Tra le rocce e il cielo” 2014.



domenica 17 agosto 2014

La montagna e i cambiamenti climatici con Luca Mercalli


La montagna termometro del clima, che sa lanciare segnali d’allarme all’uomo ma fornisce anche opportunità di adattamento che vanno colte nel momento giusto. Questo il tema della Giornata della vita in montagna, sabato 23 agosto, all’interno del festival Tra le rocce e il cielo che si svolgerà in Vallarsa dal 21 al 24 agosto.

Dopo una mattinata nella quale si affrontano nuovi modi di vivere le Alpi attraverso strategie per far tornare la gente a vivere in montagna anche attraverso l’uso di nuove tecnologie e forme contemporanee di architettura di montagna.

Dalle 14.30 al Teatro comunale di S.Anna autorevoli esperti parleranno del clima che cambia. I ricercatori del Muse di Trento, Marco Avanzini e Christian Casarotto, parleranno della storia del clima e dello stato dei ghiacciai alpini. Roberto Barbiero di Climatrentino e del dipartimento della
Protezione civile, parla di come si può pianificare il cambiamento evitando di arrivare sempre all’emergenza.
Più tardi si parlerà di adattamento e di come le comunità di montagna possono agire in prima persona, sia preparandosi al cambiamento climatico che mitigandone gli effetti, anche attraverso esperienze già avviate. Ne parleranno Luca Cetara, di Convenzione delle Alpi, Antonio Chiadò della rete Alleanza nelle Alpi e Francesco Musco professore di pianificazione all’università IUAV di Venezia.

In serata sarà invece Luca Mercalli – meteorologo presidente della Società meteorologica italiana e volto noto della trasmissione “Che tempo che fa” – a raccontarci l’importanza delle alpi per il clima. Nella conferenza La montagna e i cambiamenti climatici: il canarino nella miniera? Il meteorologo  ci parlerà dei segnali che la montagna ci sta mandando. Segnali che spesso sono ignorati ma che se l’uomo è capace di cogliere ci presentano degli scenari futuri da affrontare per minimizzare i danni.
L’uomo per il clima è sia vittima che carnefice. Carnefice perché da 150 anni sta pesantemente
influendo sul cambiamento climatico, ma anche vittima perché tutto questo alla fine andrà ad influire su di lui. Il lato positivo è che essendo l’uomo stesso tra le cause, potrà decidere di smettere, e questo è auspicabile.
La montagna in questo ha una particolarità: riesce a mostrare il cambiamento in modo più rapido e più chiaro rispetto alla città, si pensi allo scioglimento dei ghiacciai, alla flora che cambia, alle alluvioni; segnali visibili lanciati anche a chi in montagna non ci vive e che fanno capire che un cambiamento è in atto. La cultura alpina della gente che abita la montagna, può farsi portatrice di valori positivi. L’adattamento alpino dell’uomo, per sopravvivere alle difficili condizioni climatiche, ha costruito una mentalità che funziona in sinergia con l’ambiente, un senso del limite che va recuperato ed esportato anche ai territori di pianura e di città, e necessario per affrontare il cambiamento. A presentare la conferenza sarà il giornalista Roberto Mantovani.
La serata inizia alle 21, al Tendone di Riva di Vallarsa. L’ingresso è gratuito.




Dello stato dei ghiacciai alpini parla la mostra Ghiacciai di una volta, immagini a confronto. 22 confronti fotografici di ghiacciai alpini fotografati all’inizio del secolo e ripresi oggi dalla stessa inquadratura, nella mostra curata da Christian Casarotto glaciologo del MuSe ed esposta da domenica 17 agosto al museo etnografico di Riva di Vallarsa.



Massimo Plazzer