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sabato 20 agosto 2016

Confine o Frontiera? 20 agosto 2016.



La terza giornata del Festival “Tra le rocce e il cielo”, la giornata della vita di montagna è stata dedicata interamente al tema del confine e del limite. Anche la terza giornata del Festival ha avuto una doppia anima, con un occhio attento al territorio e un altro rivolto alle dinamiche globali e internazionali.
            Il concetto di confine, sia inteso come quello naturale dell'arco alpino, sia inteso come quello politico dei confini nazionali e sovranazionali è stato indagato e discusso nella sua duplice e controversa anima: confine che unisce e mette in contatto comunità diverse e barriera che divide e impedisce che il noi entri in contatto con il voi.
            L'intensa giornata di studio e riflessione ha visto avvicendarsi sul palco innumerevoli esponenti della politica, delle politiche sociali e della società civile che nei vari ambiti di esperienza hanno constato come il confine sia ancora, oggi più che mai, argomento di dibattito che porti a schierarsi e a contrapporsi.
            Davide Allegri, geografo e storico dell'Università di Trento e assegnista di ricerca del progetto “Cartografia  e confini della Provincia di Trento” ha discusso il ruolo economico e sociale delle creste alpine e analizzato la dicotomia tra barriere naturali e confini politici.
            Annibale Salsa, antropologo e direttore scientifico di Accademia della Montagna, ha poi tracciato la storia dell'arco alpino fra cerniera e barriera, fra spazio aperto e poroso e muro fra stati nazione, e di come questo abbia inciso sulla cultura, lingua, usi e costumi delle genti di montagna.
            Roberto Louvin, docente di diritto costituzionale comparato ed ex presidente della Valle d'Aosta, ha parlato di governo ed autogoverno dello spazio di confine. Se da un lato il diritto si pone come disciplina universale e astratta, esso ha “fame” di confini e di frontiere in quanto deriva la sua efficacia dalla sovranità dello stato nazione.
            Marco Stolfo, politologo all'Università di Udine e redattore della rivista Nazioni e Regioni, ha aperto la riflessione ad un'analisi più complessiva dello scenario europeo, di come l'Europa sia messa in discussione dall'emergere di nuovi confini, come nel caso della Brexit o della crisi del Brennero, ma anche di come nuovi regionalismi come quello scozzese possano ridare nuova linfa al sogno europeo, senza i sogni di grandeur tipica degli stati nazione.
           
            La seconda parte della mattina ha affrontato il tema di come la montagna si inserisca nei processi globali di migrazione di uomini e di globalizzazione economica. Giorgio Conti, direttore scientifico degli Archivi della Sostenibilità di Ca' Foscari, ha introdotto e coordinato il dibattito, a cui hanno preso parte Fabrizio Zara di Maso Covel, la giornalista e cineasta Maria Fiano e il fotografo free-lance Federico Sutera.
            Maria Fiano e Federico Sutera hanno presentato il loro lavoro di fotoreporter che li ha condotti a rappresentare la vita dei migranti e dei profughi a Calais, Idomeni e Riace.

            Fabrizio Zara, invece, ha mostrato la sua esperienza di ritorno alla montagna, con Cristina Campagna con la ristrutturazione di Maso Covel, prima in stato di abbandono. In questo maso oggi vengono coltivati piccoli frutti, verdura ed erbe officinali e aromatiche in maniera completamente naturale e con qualità di assoluta eccellenza.
            I contributi di questa parte della giornata hanno mostrato una montagna diversa dallo stereotipo di immobilità, e di staticità, e che un rilancio è possibile con l'ingegno e la capacità di mettersi in discussione.

            Il pomeriggio, infine, ha parlato di come le realtà di confine siano investite dall'impatto delle migrazioni, oggi più che mai impetuoso. Andando oltre l'idea che questa rappresenti una crisi momentanea, tutti gli interventi si sono concentrati sui lati strutturali delle migrazioni.
            Maurizio Tomasi, dell'associazione Trentini nel Mondo, ha mostrato come la retorica dell'invasione, con cui spesso si descrivono le migrazioni, sia falsa e ipocrita, soprattutto per terre come il Trentino che sono state a lungo luoghi di emigrazione.
            Andrea Anselmi, di Medici Senza Frontiere, ha parlato delle forme e dei limiti dell'accoglienza italiana, e del modo in cui Medici Senza Frontiere cerca di aiutare i migranti e i richiedenti asilo, dalle operazioni search and rescue, in cui mette a disposizione tre navi, all'accoglienza medico-ospedaliera, al trattamento post-acuto, al supporto psicologico.
            Riccardo Pennisi e Raffaele Crocco, rispettivamente dell'Aspen Institute e dell'Atlante dei Conflitti e delle Guerra, hanno parlato delle cause delle migrazioni, e della risposta data dall'Europa fino ad oggi. In particolare, si è criticata la mancanza di strategia e di visione di lungo periodo della classe dirigente europea attuale.
            Ozlem Tanrikulu, dell'Ufficio di Informazione sul Kurdistan in Italia (UIKI) ha parlato dell'esperienza concreta dei curdi al confine turco-siriano, e di come comunità diverse come curdi, armeni, turcomanni, arabi ed altro ancora abbiano trovao un modo innovativo di vivere e convivere in una realtà di confine.
            Ha concluso la giornata il Senatore Francesco Palermo di Bolzano, membro della task force di Euregio sui rifugiati. Con lui abbiamo parlato di come le collaborazioni transfrontaliere abbiano il potenziale per andare oltre i confini e realizzare un'Europa più integrata, ma dall'altro ha sottolineato come l'attuale tensione con l'Austria, soprattutto per via delle imminenti elezioni presidenziali, possa limitare il dispiegarsi di queste potenzialità.


            La giornata si è poi conclusa con lo spettacolo “Mato de Guera”, pluripremiato in 7 festival nazionali e 27 fra locali e regionali, al tendone di Riva.

sabato 22 novembre 2014

Eventi estremi e gestione dei rischi nel clima che cambia




 Roberto Barbiero - Eventi estremi e gestione dei rischi nel clima che cambia

ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA
Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi

Teatro Comunale

S. Anna di Vallarsa (TN), Sabato 23 agosto 2014

Il clima che cambia. Studiare il passato per essere pronti al futuro


giovedì 20 novembre 2014

Il tempo delle mezze stagioni: un viaggio al di fuori dei luoghi comuni




Marco Avanzini geologo del MUSE - Il tempo delle mezze stagioni: un viaggio al di fuori dei luoghi comuni

ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA
Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi

Teatro Comunale

S. Anna di Vallarsa (TN), Sabato 23 agosto 2014

Il clima che cambia. Studiare il passato per essere pronti al futuro



martedì 18 novembre 2014

Ghiacciai, un libro che racconta di clima, montagne e uomini che cambiano




Christian Casarotto, glaciologo del MUSE nel suo intervento Ghiacciai, un libro che racconta di climi, montagne e uomini che cambiano 


ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA
Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi

Teatro Comunale

S. Anna di Vallarsa (TN), Sabato 23 agosto 2014

Il clima che cambia. Studiare il passato per essere pronti al futuro


venerdì 17 ottobre 2014

Le case sugli alberi che fanno sognare grandi e piccini. Intervista a Nicola Chiavarelli

Le case sugli alberi sono una nuova frontiera dell'ospitalità che la Provincia di trento ha deciso di lanciare.

"Ci rivolgiamo a un turista di nicchia, un turista che cerca un'emozione diversa. Quando ci stacchiamo da terra anche solo di terra la nostra psiche cambia" spiega l'architetto Nicola Chiavarelli.


mercoledì 17 settembre 2014

"La montagna va vissuta, non idealizzata" spiega Martini Umberto presidente del CAI

"In montagna non possiamo cercare i villaggi perfetti da cartolina. Occorre pensare che la montagna va vissuta, deve dare servizi e opportunità a chi ci vive".
"Deve essere se stessa e non come la idealizziamo" spiega Umberto Martini presidente del CAI all'inaugurazione del Festival Tra le Rocce e il Cielo.
"I fruitori devono imparare a gustare il silenzio, la rinuncia, l'ambiente".

domenica 14 settembre 2014

Una passeggiata per attraversare la montagna non solo con gli occhi. Intervista a Francesca Aste

"Una camminata in cui si pone una particolare attenzione all'orecchio, al paesaggio, a ciò che accade attorno a noi. Alla montagna, paesaggio sonoro unico". La musicista Francesca Aste racconta la passeggiata sonora, un modo diverso di andare in montagna, reqlizzata all'interno del festival Tra le Rocce e il Cielo.

lunedì 1 settembre 2014

Luca Mercalli a Tra le rocce e il cielo 2014, elogia la montagna esportatrice di esperienze

Vale la pena rimanere a vivere in montagna. Lo dice Luca Mercalli ospite della Giornata della vita in montagna sabato 23 agosto 2014. La montagna è da sempre un territorio difficile e sensibile ai cambiamenti climatici. Chi vive in montagna sa abitare un territorio estremamente ricco di bellezza e risorse ma anche di difficoltà. La montagna deve saper tornare ad esportare la propria esperienza, in modo da ribaltare questa insana tendenza che negli ultimi anni ha portato ad acquisire stili di vita nati nelle metropoli e dannosi per l'equilibrio delle risorse. La montagna deve quindi saper tornare ad essere scuola, culla delle scoperte del risparmio energetico, applicando le nuove tecnologie e le possibilità contemporanee.

martedì 26 agosto 2014

"Pietra su pietra, la vita in montagna" vince il concorso fotografico "Abitare la montagna"

Sono arrivati da tutta Italia gli scatti inviati per partecipare al concorso fotografico “Abitare la montagna” promosso dall’associazione tra le Rocce e il Cielo nell’ambito del festival della montagna vissuta con consapevolezza.
Di quelle arrivate la giuria ne ha individuate 69 idonee alla partecipazione per qualità e inerenza al tema, che era l’abitare la montagna, con particolare riferimento all’uomo.
Tutte queste immagini, in un album sul social network Facebook hanno potuto essere votate dal pubblico che così ha assegnato il premio “Social” – che con 1.033 “Mi piace” è stato assegnato alla foto “Quiete notturna” di Aldo Diazzi - e scelto delle 10 delle 30 fotografie (le altre sono state individuate dalla giuria) che si sono guadagnate un posto nella mostra esposta al museo della civiltà contadina di Vallarsa dalla metà di agosto. Clicca qui per vedere quali sono.

La giuria - formata da Egidio Bonapace, presidente di Accademia della Montagna del Trentino, da Bepi Pinter membro del cda di Accademia e dal fotografo e appassionato di montagna Marco Angheben - ha assegnato:
La premiazione, con il vincitore Sigfrido Corradi e Bepi Pinter, rappresentante della giuria
il primo premio all’immagine “Pietra su pietra: la vita in montagna” di Sigfrido Corradi, caratterizzata dalla competenza tecnica nell’esecuzione, dalla sapiente composizione che sa coinvolgere l’osservatore nel fotogramma e dalla scelta del momento migliore in cui scattare.

Il secondo premio alla fotografia “Il rifugio Col Gallina tra rocce e stelle” di Roberto Marchegiani, in cui il fascino dello scatto notturno e dei tempi lunghi utilizzati rendono onore alla costanza del fotografo nella ricerca di soggetti e condizioni inusuali.

Il terzo premio a “Monte Bianco, Bivacco Gervasutti” di Alberto Bertazzo, riportando all’attenzione una forma diversa e meno classica dell’abitare la montagna ma che dimostra come anche nel ventunesimo secolo lo sposalizio tra uomo e montagna è più forte e vivo che mai.

Chi ha vistato la mostra, oltre 200 persone fino alla sera del 23 agosto, attraverso la votazione dei tre scatti preferiti, ha assegnato il premio del pubblico. È risultata vincente, con 68 voti, la foto “Il rifugio Col Gallina tra rocce e stelle” di Roberto Marchegiani.

Le premiazioni si sono svolte nell’ultima giornata del Festival “TRA LE ROCCE E IL CIELO”.


domenica 24 agosto 2014

Luca Mercalli a Tra le rocce e il cielo parla della montagna e dei cambiamenti climatici

Il clima del passato, il clima del futuro e la montagna come cartina di tornasole. È stato questo il tema del confronto di sabato sera alla Giornata della Vita in montagna del festival “Tra le rocce e il cielo”. Un dialogo tra il meteorologo Luca Mercalli e il giornalista Roberto Mantovani, saliti fino al tendone del circolo Lamber a Riva di Vallarsa per parlare del clima che cambia, dell’uomo e della montagna. Ad ascoltarlo, circa trecento persone salite in Vallarsa nonostante il tempo incerto e le temperature tutt’altro che estive.


Una “chiacchierata” a tutto campo ma, viste le conoscenze di Mercalli e la sua lunga esperienza all’interno della trasmissione “Che tempo che fa”, il maggiore argomento sono stati i mutamenti climatici e il surriscaldamento globale a cui stiamo assistendo. L’occasione è stata importante per sfatare alcuni luoghi comuni della climatologia, come per esempio che nei secoli passati il clima sia stato a tratti più caldo di quello che stiamo sperimentando negli ultimi due decenni. “La mummia del Similaun” ha detto Mercalli “è la prova più schiacciante che i ghiacciai non hanno arretrato così tanto negli ultimi 5000 anni. Semmai da allora ci sono stati momenti più miti degli anni che li avevano preceduti, ma non più caldi di ora”.


Quali allora possono essere le conseguenze a livello più generale? “Se prendiamo la strada ‘virtuosa’, come stanno facendo i paesi scandinavi e poche altre realtà, le temperature si alzeranno di due soli gradi alla fine del secolo. Se invece continuiamo a pensare che la Terra abbia risorse e capacità di risposta illimitate, gli aumenti di temperatura saranno ben più sensibili, e alla fine del secolo i mari saranno più alti di almeno un metro rispetto ad ora. E se è vero che le temperature erano alte come adesso ai tempi dell’uomo del Similaun, c’è da dire che allora c’erano solo cinque milioni di persone, per lo più nomadi. Oggi siamo sette miliardi e cresciamo di ottanta milioni all’anno. Credete che in caso di innalzamento dei mari si possano spostare città come New York, Shanghai o Venezia con la stessa facilità con cui i nostri antenati spostarono capanne di paglia?”. Quali allora gli scenari che si prospettano per territori alpini come il nostro? “In generale” ha detto Mercalli “si prospetta un’appeninizzazione delle Alpi: inverni molto discontinui, magari con nevicate molto intense che però fondono molto in fretta non appena si alzano le temperature e piove. Questa è una cosa che interrogherà tutto il sistema turistico di montagna. In più, gli inverni dureranno sempre di meno, quindi le nevi scioglieranno prima. Questo alla lunga rischia di compromettere il ruolo di ‘serbatoio’ svolto dalle Alpi e dai suoi ghiacciai: se le nevi e i ghiacci sciolgono prima, le piene saranno più intense in primavera e inizio estate, ma si rischia di avere penuria di acqua nei mesi in cui se ne ha più bisogno, cioè in estate.”.

 Questi cambiamenti richiedono, per essere gestiti e, si spera, invertiti, scelte politiche a livello globale. “La Danimarca è eccezionale nell’efficienza energetica, ma che differenza fa? Nemmeno l’Italia farebbe tanta differenza da sola. Surriscaldamento globale significa che le risposte devono essere decise a livello globale: non c’è uno Stato che da solo possa cambiare le cose. E ci vuole una sensibilità dei cittadini riguardo ai combustibili fossili e alle emissioni inquinanti che ancora non c’è. Le conoscenze e le competenze ci sono, gli incontri internazionali ci sono, ma sono inutili per via delle lobby e dell’inconcludenza in cui si rinchiudono oggi questi incontri. Ci vuole un cambio di passo, e smettiamola di cercare capri espiatori”.



Ma l’incontro non si è concentrato solo sui cambiamenti climatici, e ha spaziato nella comune passione di Mantovani e Mercalli per la montagna e, in special modo per le Alpi. Passione che ha portato Nimbus, la rivista della Società Italiana di Meteorologia, ad uscire per la prima volta assieme alla Rivista della Montagna in cui lavorava Mantovani negli anni Ottanta. Un connubio, quello fra meteorologia e montagna, che è sempre stato forte e che va rinforzato. In primo luogo perché la montagna è, come ha detto Mercalli stesso, il “canarino nella miniera”: essa avverte e “somatizza” i cambiamenti del clima più velocemente e in maniera più facilmente avvertibile di altri territori, quindi ci può aiutare a vedere in tempo i segnali che qualcosa non va. In secondo luogo, questo stretto rapporto può aiutare a vivere e a visitare la montagna con maggiore rispetto: una certa meteorologia “da bar” ma a larga diffusione tramite internet può portare alpinisti amatoriali a “fidarsi troppo” e a partire con attrezzatura che, seppur sofisticata, non è adatta ad affrontare le insidie che il tempo atmosferico può regalare in alta quota. Se è vero che l’attrezzatura che abbiamo oggi non è paragonabile con quella dei primi pionieri della montagna dell’Ottocento, è anche vero che questi alpinisti avevano il rispetto necessario per la montagna da partire pensando sempre al peggio, quindi con tutta l’attrezzatura necessaria.

sabato 23 agosto 2014

La giornata dedicata a chi vuole vivere la montagna

Si è svolta oggi la terza giornata di questa edizione 2014 del Festival Tra le Rocce e il Cielo. Il tema è stato il vivere e far vivere la montagna. Questo vuol dire riconoscere le minacce e le sfide portate a questo ambiente: in primo luogo la minaccia dello spopolamento, causato dal flusso soprattutto di giovani dalle montagne alle città. In secondo luogo, le minacce portate dallinquinamento e conseguenti  cambiamenti climatici che proprio su questi territori possono colpire più duramente.


La mattinata ha avuto il filo conduttore dellabitare la montagna. Con la presentazione di Massimo Plazzer, sul palco sono intervenuti Giacomo Lombardo, Luisella Dutto, Claudio Coradazzi, Francesco Guzzonato, Nicola Chiavarelli e Luca Gibello, che ha moderato il dibattito. Si è iniziato con il buon esempio di Ostana, comune occitano del Piemonte, che ha combattuto efficacemente lo spopolamento, e che oggi festeggia nuovi nati e la riapertura di esercizi economici, pur in una zona così complessa. Si è parlato poi di albergo diffuso come rilancio dei borghi montani in chiave turistica senza snaturarne storia e particolarità e di co-housing come via per ripopolare la montagna e di riportarci a vivere i giovani e le famiglie. Infine si è parlato di come inserire questa esigenza di ripopolamento con una nuova idea di architettura e urbanistica, più compatibile con lambiente e sostenibile. Luca Gibello ha presentato allo platea svariati esempi di rifugio alpino, sottolineando come nel tempo il rifugio si sia evoluto tecnicamente ed esteticamente per rimanere contemporaneo. Nicola Chiavarelli, invece, ha parlato di case sospese che rivedono il concetto di "casa sull'albero" e che proprio in Trentino, in via sperimentale, diventeranno presto strutture ricettive a vocazione turistica.

Nel pomeriggio si è discusso dei problemi che il clima sta portando alla montagna. Cambiamenti climatici, modi per limitarli e buone pratiche sono stati alcuni dei temi più trattati. Il dibattito ha visto sul palco i contributi di Marco Avanzini e Christian Casarotto del MuSe di Trento, Roberto Barbiero della Protezione Civile, Antonio Chiadò di Alleanza nelle Alpi, Luca Cetara della Convenzione delle Alpi, con il coordinamento di Francesco Musco dello IUAV di Venezia. Spopolamento e inquinamento sono due cause di problemi ambientali che hanno origine nei territori urbani ma che colpiscono più fortemente le zone di montagna.
Per brevità, citiamo solo l'intervento del glaciologo Casarotto che ha portato la platea a riflettere sul l'importanza dei ghiacciai che sono in continua riduzione ma che assolvono un ruolo importante sia per l'approvigionamento idrico del fondo valle sia per il controllo della temperatura terrestre. In merito, vi segnaliamo la mostra "Ghiacciai di una volta, Immagini a confronto" una mostra visibile nei giorni del festival presso il museo etnografico di Riva, frutto di una ricerca durata due anni che sperimenta nuove forme comunicative e che mostra al visitatore i mutamenti subiti dai ghiacciai italiani.


Come è successo ieri, abbiamo affiancato ai dibattiti anche delle attività per bambini sullo stesso tema, sia per affrontarlo in maniera giocosa e semplice, sia perché fin da subito si educhi allimportanza dellambiente. Il laboratori a cura dellassociazione H2O+, ha spiegato ai bambini come viene prodotta lenergia a partire dalle varie fonti rinnovabili
Si sono poi esposti e presentati i disegni del progetto lEcovigile che vorrei, a cui hanno partecipato le scuole primarie della Vallagarina. Infine, si è svolta la passeggiata nella mostra Architettura, arte e natura prototipi di case sugli alberi. La mostra ha visto esposti i modelli di treehouses realizzati dai bambini della scuola elementare F.- Cavallin di Vallarsa, e dai ragazzi delle scuole superiori di Este, Fiera di Primiero e Treviso, a cura dello studio MQaa.



La giornata si è conclusa con la conferenza tenuta da Luca Mercalli, presidente della Società Italiana di Meteorologia e collaboratore per la RAI. Ha presentato Roberto Mantovani. La conferenza è stata animata dallansia causata da un nostro impatto sulla natura e sul clima che sembra sempre più sfuggire al controllo. Come ridurre il nostro impatto, come invertire la tendenza dei cambiamenti climatici? Senza voler cedere a facili allarmismi, la conferenza ha voluto presentare i fatti con la dovuta durezza e discutere delle possibili alternative.

Domani ci attende la giornata conclusiva del Festival, che avrà come filo conduttore la storia del nostro territorio, con particolare riferimento alla Grande Guerra, che ha avuto nella nostra valle uno dei suoi sanguinosi teatri.


Ci vediamo domani, buon Festival.

domenica 17 agosto 2014

La montagna e i cambiamenti climatici con Luca Mercalli


La montagna termometro del clima, che sa lanciare segnali d’allarme all’uomo ma fornisce anche opportunità di adattamento che vanno colte nel momento giusto. Questo il tema della Giornata della vita in montagna, sabato 23 agosto, all’interno del festival Tra le rocce e il cielo che si svolgerà in Vallarsa dal 21 al 24 agosto.

Dopo una mattinata nella quale si affrontano nuovi modi di vivere le Alpi attraverso strategie per far tornare la gente a vivere in montagna anche attraverso l’uso di nuove tecnologie e forme contemporanee di architettura di montagna.

Dalle 14.30 al Teatro comunale di S.Anna autorevoli esperti parleranno del clima che cambia. I ricercatori del Muse di Trento, Marco Avanzini e Christian Casarotto, parleranno della storia del clima e dello stato dei ghiacciai alpini. Roberto Barbiero di Climatrentino e del dipartimento della
Protezione civile, parla di come si può pianificare il cambiamento evitando di arrivare sempre all’emergenza.
Più tardi si parlerà di adattamento e di come le comunità di montagna possono agire in prima persona, sia preparandosi al cambiamento climatico che mitigandone gli effetti, anche attraverso esperienze già avviate. Ne parleranno Luca Cetara, di Convenzione delle Alpi, Antonio Chiadò della rete Alleanza nelle Alpi e Francesco Musco professore di pianificazione all’università IUAV di Venezia.

In serata sarà invece Luca Mercalli – meteorologo presidente della Società meteorologica italiana e volto noto della trasmissione “Che tempo che fa” – a raccontarci l’importanza delle alpi per il clima. Nella conferenza La montagna e i cambiamenti climatici: il canarino nella miniera? Il meteorologo  ci parlerà dei segnali che la montagna ci sta mandando. Segnali che spesso sono ignorati ma che se l’uomo è capace di cogliere ci presentano degli scenari futuri da affrontare per minimizzare i danni.
L’uomo per il clima è sia vittima che carnefice. Carnefice perché da 150 anni sta pesantemente
influendo sul cambiamento climatico, ma anche vittima perché tutto questo alla fine andrà ad influire su di lui. Il lato positivo è che essendo l’uomo stesso tra le cause, potrà decidere di smettere, e questo è auspicabile.
La montagna in questo ha una particolarità: riesce a mostrare il cambiamento in modo più rapido e più chiaro rispetto alla città, si pensi allo scioglimento dei ghiacciai, alla flora che cambia, alle alluvioni; segnali visibili lanciati anche a chi in montagna non ci vive e che fanno capire che un cambiamento è in atto. La cultura alpina della gente che abita la montagna, può farsi portatrice di valori positivi. L’adattamento alpino dell’uomo, per sopravvivere alle difficili condizioni climatiche, ha costruito una mentalità che funziona in sinergia con l’ambiente, un senso del limite che va recuperato ed esportato anche ai territori di pianura e di città, e necessario per affrontare il cambiamento. A presentare la conferenza sarà il giornalista Roberto Mantovani.
La serata inizia alle 21, al Tendone di Riva di Vallarsa. L’ingresso è gratuito.




Dello stato dei ghiacciai alpini parla la mostra Ghiacciai di una volta, immagini a confronto. 22 confronti fotografici di ghiacciai alpini fotografati all’inizio del secolo e ripresi oggi dalla stessa inquadratura, nella mostra curata da Christian Casarotto glaciologo del MuSe ed esposta da domenica 17 agosto al museo etnografico di Riva di Vallarsa.



Massimo Plazzer

giovedì 7 agosto 2014

TRA LE ROCCE E IL CIELO 2014, il Festival della montagna vissuta con consapevolezza


TRA LE ROCCE E IL CIELO, il Festival dedicato a chi vuole vivere la montagna con consapevolezza torna in Vallarsa dal 21 al 24 agosto.
L’architettura di montagna e i cambiamenti climatici, l’identità delle etnie respinte, il centenario della Grande Guerra e la relazione tra uomo e natura saranno gli argomenti principali dell’edizione 2014 del Festival.



Mostre, film, incontri, uscite sul territorio, convegni, laboratori, concerti, spettacoli, presentazioni di libri arricchiranno i quattro giorni della manifestazione - organizzata dall'associazione culturale Tra le rocce e il cielo in partnership con Accademia della montagna del Trentino - che si svolge nel suggestivo e incontaminato ambiente della Vallarsa (TN), all'ombra delle Piccole Dolomiti.

Nella prima giornata dedicata all’arte della montagna, giovedì 21 agosto, dopo l’inaugurazione protagonista sarà il progetto La via dei mulini. Associazione Elementare  indagherà l'energia dell'acqua capace di generare vita e diventare forza motrice, alimentando l'immaginazione, la creatività e sogni individuali e di comunità. L’anteprima teatrale La luna sull’uomo tratterà la relazione tra uomo e natura come una chimera tra sogno e realtà. La performance di danza contemporanea Scivias - Conosci le vie attraverso l’interazione di movimento, suono ed immagine reinterpreterà in chiave simbolica il mulino.




Durante la giornata delle lingue madri, venerdì 22 agosto, filo conduttore sarà il convegno “Identita' in bilico. Narrare il mondo con gli occhi delle etnie respinte. Verrà affrontato lo spinoso tema del rapporto conflittuale stato nazione - identità etnica minoritaria. Interverranno esponenti dei gruppi etnici cimbri, mocheni, ladini, occitani e walser, ma anche ospiti internazionali: una tedesca dei Sudeti, un’armena, un curdo e un ex monaco tibetano. Il concerto spettacolo "12 CANTI PER 12 LINGUE" accompagnerà il pubblico in un appassionante cammino per le strade delle 12 lingue minoritarie d’Italia. 



Il convegno “Abitare la montagna che cambia. Dai mutamenti climatici ai nuovi modi di vivere i territori alpini” aprirà la giornata dedicata alla vita in montagna, sabato 23 agosto. Si tenterà di spiegare perché il clima sta cambiando e come ne risente la montagna, e si indagheranno le prassi e le tecnologie per tornare ad abitare, in modo responsabile e sostenibile, in alta quota. Con il meteorologo Luca Mercalli si parlerà degli scenari climatici futuri, e di cosa ognuno di noi può fare per aiutare il nostro pianeta in questa complessa fase di trasformazione dell’ecosistema.




Domenica 24 agosto, la giornata della storia ospiterà il  Recital - Tavola rotonda  DONNE NELLA TEMPESTA. Voci femminili durante le Grande Guerra. Lo spettacolo "MIA MEMORIA…" Testimonianze dei soldati trentini nella Grande Guerra darà voce ai combattenti trentini.



Il programma di Tra le Rocce e il cielo – visitabile sul sito www.tralerocceeilcielo.it -  comprende anche un’escursione con “Pasubio100anni” sugli avamposti dell’artiglieria verso il Corno e una sul Sentiero della Pace, una passeggiata sonora e una camminata artistica letteraria con il Gruppo Sat di Vallarsa fino a Malga  Siebe, dove gli scrittori di montagna presentano i loro libri.

Numerose saranno le mostre che raccontano la Grande Guerra grazie alle fotografie, le mappe e perfino le figure con cui il conflitto era raccontato ai bambini. Una mostra del MuSe indagherà come stanno cambiando i ghiacciai; un’esposizione della Fondazione Museo storico racconterà le terre coltivate del Trentino. “Cesare Battisti. L’ultima fotografia” e “La masseria delle Allodole” saranno parte della rassegna cinematografica proposta al Festival. Verranno premiati i vincitori del concorso fotografico “Abitare la montagna”.
Non mancheranno laboratori per i più piccoli, che potranno giocare con le lingue madri e con le energie rinnovabili.



Il festival è realizzato grazie alla Provincia Autonoma di Trento e alla Regione Trentino Alto Adige - Sud Tiröl, ed è patrocinata da Comune di Vallarsa, Comunità della Vallagarina, CAI e SAT.
Viene organizzato con il contributo di APT Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale di Lizzana e Fondazione Vallarsa e Trentino Marketing.
Prezioso per la realizzazione della manifestazione è il contributo degli altri sponsor: Cantine Vivallis, Trinco Automobili, Distilleria Marzadro, Grafiche Futura, Montura, AlpStation Isera e Schio e Calliari Fiori.

Stefania Costa

mercoledì 6 agosto 2014

In mostra le foto del concorso "Abitare la montagna"


Sono in mostra da domenica 3 agosto e fino alla fine del Festival le 30 foto finaliste del concorso fotografico "Abitare la montagna". Al Museo Etnografico di Riva di Vallarsa sono state esposte le 10 immagini più votate su Facebook assieme ad altre 20 selezionate dalla giuria di qualità. Durante la mostra, i visitatori potranno assegnare il premio del pubblico votando le tre foto preferite con la scheda che trovate al museo.


Delle tante foto arrivate sono state selezionate queste:
1) La fienagione, ritorno a casa
autore: Sergio Gentilini
2) La casa Waser
autore: Ernesto Sangalli
3) Il duro lavoro dell’uomo
autore: Elisa Ravagnani
4) Malga per l’alpeggio in Lessinia, con sfondo sulle Piccole Dolomiti
autore: Stefano Gaiga
5) Pro altitudo habitat
autore: Arrigo Carlan
6) Quiete notturna
autore: Aldo Diazzi
7) Creste di luce in val Talagona
autore: Lucia Marsura
8) Mai soli
autore: Luciano Dalla Gassa
9) Alpeggio con vista sul Pizzo Badile
autore: Erik Concari
10) Il rifugio Col gallina tra rocce e stelle
autore: Roberto Marchegiani
11) Monte Bianco, bivacco Gervasutti
autore: Alberto Bertazzo
12) Accolto
autore: Enrico Gremes
13) Forte Alto, Colle di Tenda (Cuneo)
autore: Alberto Costamagna
14) Stanza per un’estate
autore: Katia Stenghel
15) Incontri imprevedibili
autore: Valentino Gerola


16) …dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori…
autore: Nicola Matteoli
17) Cinque Torri
autore: Eugenio Clemente
18) Pietra su pietra: la vita in montagna
autore: Sigfrido Corradi
19) Malga della Lessina
autore: Stefano Cracco
20) Il panorama che vorrei
autore: Agnese Ferraro Titin
21) Ricercatezza antica
autore: Angela Giordani
22) “Ero la pu bela della val dal pont de fer en su” (Alta Badia 1978)
autore: Paolo Longo
23) Qui è conservato il ricordo di un grande uomo che sapeva abitare la montagna
autore: Tiziano Maraner
24) C’è nessuno in casa?
autore: Mary Pasquale
25) Avanti
autore: Renzo Lorenzi
26) Quattro guardiani alla mia finestra (Abitato rurale “Vial” presso Belluno)
autore: Cristina De Zanet
27) Riflessi di un panorama montano
autore: Sushila Comper
28) Forno di casa mia
autore: Mara Bassino
29) El bait de mezol
autore: Mauro Mariotti
30) Un fragile sogno dalla caparbia resistenza
autore: Annalisa Broz


La mostra è visitabile al Museo della Civiltà contadina di Vallarsa fino al 29 agosto, tutti i giorni tranne il lunedì con orario 9-12 e 15.30-19. Si possono votare le foto in mostra fino a sabato 23 agosto mentre la premiazione del concorso fotografico sarà domenica 24 agosto alle 16.30 al museo. 
Vi aspettiamo!

venerdì 1 agosto 2014

Cambiamenti climatici e architettura alpina alla giornata della vita in montagna


Il rapporto dell’uomo con il clima e con la montagna che abita. È questo il tema della GIORNATA DELLA VITA IN MONTAGNA che TRA LE ROCCE E IL CIELO – il Festival che si svolge in Vallarsa dal 21 al 24 agosto - propone sabato 23 agosto. Nel corso della giornata si parlerà di architettura alpina e di come tornare a far vivere borghi e paesi di montagna, e di cambiamenti climatici e dei segnali d’allarme che la natura ci manda e che l’uomo deve sapere cogliere guardando al futuro.
L’uomo da sempre vive e abita la montagna. I territori in quota offrono protezione, risorse e possibilità diverse rispetto alla pianura, ma nel corso dell’ultimo mezzo secolo le zone di montagna hanno vissuto un progressivo abbandono. L’uomo si è spostato verso le città, mentre paesi e borghi di montagna sono stati abbandonati e spopolati. A risentirne è stato anche l’ambiente. La casa rurale è infatti nata e vissuta assieme all’ambiente che la circonda, i paesi alpini e la mano dell’uomo sono l’origine del paesaggio che li circonda. Ci siamo chiesti: al giorno d’oggi ci sono modi e possibilità per tornare ad abitare la montagna?

Il convegno ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi vuole proprio indagare questi temi, affrontando l’architettura di montagna e le sue possibilità contemporanee, attraverso esempi pratici che favoriscono nuovi insediamenti ecocompatibili in territori abbandonati. Scarica il programma del convegno



Nella prima parte della mattinata si approfondiranno tre casi particolari:
Ostana, suggestivo borgo ai piedi del Monviso, è una perla architettonica con case rurali dai tetti in pietra di straordinaria bellezza, pur trattandosi di un comune con soli 74 abitanti. Come favorire l’arrivo di nuove famiglie senza perdere le qualità architettoniche del luogo? Il sindaco Giacomo Lombardo illustrerà le politiche adottate negli ultimi anni,
Forni di Sotto è un comune della Carnia, nell’alta valle di Tagliamento, che si è posto come sfida la realizzazione di un albergo diffuso. Forte degli esempi di Sauris e degli altri comuni friulani che hanno scelto questa formula, Forni ha lo svantaggio di trovarsi fuori dalle zone di forte richiamo turistico. Per questo le difficoltà sono maggiori e il vicesindaco Claudio Coradazzi ci spiegherà il processo di formazione dell’albergo diffuso, con difficoltà da affrontare e incentivi che ne motivano la scelta.
Costapiana di Sopra era fino allo scorso anno una contrada fantasma nel comune di Valli del Pasubio. Tre famiglie hanno scommesso sulla loro vita e hanno comperato due vecchi stabili, con l’obiettivo di trasferirsi a vivere sul posto. Grazie alla tecnologia del legno hanno ricostruito l’immobile e realizzato un co-housing. Ce lo racconta Francesco Guzzonato, il progettista, assieme alle famiglie.


Abitare la montagna vuol dire anche sperimentare gli estremi dell’abitare. La montagna è sinonimo di condizioni difficili e l’architettura deve saper rispondere alle esigenze estreme.
Luca Gibello racconta la storia dei rifugi. Da riparo di sopravvivenza per chi saliva in montagna per lavorare o per i pionieri dell’alpinismo, oggi sono divenuti quasi degli alberghi, dotati di tutti i comfort. Quali sono le caratteristiche che deve avere un rifugio? E la casa di pietra col tetto a falde è l’unica soluzione, o possono esserci altre forme e altri materiali?
Nicola Chiavarelli parla del rapporto tra architettura e natura attraverso il paesaggio. In particolare racconterà delle treehouses costruite sugli alberi come nuovo modo di abitare la montagna, attraverso la sua esperienza di lavoro, nello studio MQaa di Fiera di Primiero, e di didattica attraverso i laboratori effettuati nelle scuole. Al termine dell’intervento saranno presentati i lavori dei bambini della scuola elementare F.Cavallin di Vallarsa, che lo scorso giugno hanno svolto un laboratorio per costruire case sugli alberi.


Il clima che cambia, argomento che verrà affrontato nel pomeriggio, è quest’anno il tema fondamentale della giornata della vita in montagna. Di mutamento climatico si sente parlare sempre più spesso, ed è assodato che le cause delle trasformazioni in atto vanno ricercate nell’azione dell’uomo. I territori di montagna sono molto delicati, e l’uomo dovrà sapersi adattare al clima del futuro, e saperne mitigare i cambiamenti.
Gli esperti del MuSe di Trento ci racconteranno la storia del clima che cambia. Marco Avanzini ha studiato il clima dal medioevo ad oggi nelle nostre zone, e ci racconterà come il variare delle condizioni ambientali abbia influito storicamente sui comportamenti dell’uomo che abita le montagne.
Christian Casarotto parlerà dello stato dei ghiacciai alpini. I ghiacciai sono degli ecosistemi fragilissimi, che rivestono un ruolo fondamentale per l’ambiente montano e per l’uomo che lo abita. Al cambiare del clima varia la loro consistenza, e questo influisce sui nostri comportamenti.
Roberto Barbiero dell’Osservatorio trentino per il clima, che fa parte del dipartimento della Protezione civile provinciale, ci aiuterà a capire il ruolo dell’uomo nelle emergenze legate al clima. Alluvioni, valanghe, frane dovute alle piogge intense sono sempre più spesso nelle cronache. Ma l’uomo può prepararsi a queste bombe climatiche, o sono destinate a rimanere sempre delle emergenze?
I territori di montagna sono diversi dalla pianura. L’uomo che li abita e le amministrazioni che li governano devono ragionare in modo diverso dalle grandi città, sia a livello di comportamenti che di politiche. Per questo esistono alcune istituzioni che incentivano e aiutano i territori alpini a guardare oltre la propria vallata e a mettere a punto scelte collettive mirate alla salvaguardia del clima.
Luca Cetara è rappresentante della Convenzione delle Alpi, strumento internazionale promosso dall’Unione Europea per ragionare dei territori alpini. Porterà un aggiornamento in merito alle politiche di adattamento che la Convenzione sta promuovendo in Italia.
Antonio Chiadò è sindaco di Massello e rappresentante italiano di Alleanza nelle Alpi, una rete di enti locali – di cui fa parte anche la Provincia di Trento e il comune di Vallarsa – per applicare i principi dettati dalla Convenzione nelle Alpi. Porterà esempi virtuosi dei comuni della rete, relativi al climate change.
Francesco Musco, pianificatore e docente all’università IUAV di Venezia, ha tenuto corsi e conferenze sul cambiamento climatico e sulle politiche da adottare. Quali sono le possibilità concrete di azione per i territori montani?



Accettare il cambiamento del clima e rendersene conto non è un processo semplice. Le condizioni meteorologiche si modificano modo lento, a volte quasi impercettibile sul breve periodo: bisogna saper osservare con grande attenzione, e saper comunicare cause ed effetti futuri del cambiamento in modo efficace, altrimenti il processo di mutamento climatico rischia di risultare invisibile. Il meteorologo Luca Mercalli, divenuto famoso grazie alle apparizioni televisive a “Che tempo che fa”, sarà protagonista della serata di sabato 23 al Festival. Nel suo intervento racconterà come le montagne stanno lanciando un chiaro campanello d’allarme all’uomo. La montagna e i cambiamenti climatici: il canarino nella miniera? A noi il compito di aprire gli occhi su quello che sta accadendo, e di raccogliere la sfida di un futuro su cui i comportamenti umani avranno grandi poteri di influenza.

Oltre al convegno, la giornata della vita in montagna presenta anche attività per i più piccoli. In particolare nel pomeriggio sarà proposto un laboratorio per bambini alla scoperta delle energie rinnovabili. L’associazione H2O+ affronterà gli aspetti “amici” del clima, quando sole, vento e acqua sono importanti perché riescono a darci energia.
Inerenti al tema della giornata anche le mostre:
Al Museo Etnografico di Riva di Vallarsa sono esposte dal 3 agosto le 30 immagini finaliste del concorso fotografico “Abitare la montagna”. I visitatori potranno scegliere, vedendo la mostra di persona, tre immagini migliori da candidare al premio del pubblico. Domenica 24 agosto si terrà la premiazione.
Sempre al museo sarà allestita la mostra “Ghiacciai di una volta”. Promossa dal MuSe e curata da Christian Casarotto, la mostra mette a confronto foto storiche dei ghiacciai italiani di tutto l’arco alpino con le immagini di oggi. Il colpo d’occhio – con la stessa inquadratura – è immediato, e dimostra che il cambiamento climatico è in atto ed è inutile nascondersi dietro ad un dito.
Durante i quattro giorni del Festival, nella sala della chiesa di Riva di Vallarsa, saranno invece visitabili i modelli delle treehouses realizzate da alcuni istituti superiori nel corso dello scorso anno. Assieme a questi saranno esposti al pubblico anche quelli realizzati dai bimbi delle elementari di Raossi di Vallarsa durante un laboratorio svoltosi a giugno.
Al Teatro Tenda, a partire dall’8 agosto e fino al 24, si potrà visitare Terre coltivate. Storia dei paesaggi agrari del Trentino. L’esposizione racconta le unità paesaggistiche che compongono oggi il Trentino e quali trasformazioni le hanno rese possibili: il vitigno, il meleto, la cerealicoltura, l’orticoltura, la castanicoltura, il noceto, l’oliveto, l’alpicoltura, la selvicoltura; e le unità paesaggistiche scomparse, come la gelsicoltura, il grano saraceno, la tabacchicoltura. Il percorso espositivo di Fondazione Museo Storico di Trento è curato da Giuseppe Ferrandi, Annibale Salsa, Sergio Ferrari, Alessandro de Bertolini e Roberta Tait.

 Massimo Plazzer

mercoledì 25 giugno 2014

"Abitare la montagna": scegli la tua foto preferita

Fino al 15 luglio 2014 sulla pagina facebook di Tra le Rocce  e il Cielo tutti possono votare, mettendo “mi piace”, le fotografie che hanno partecipato al Concorso "Abitare la montagna".
Le foto del concorso hanno come soggetto abitare la montagna, con particolare riferimento all’uomo.


I 10 scatti con più preferenze, assieme ad altri 20 scelti da una giuria, nel mese d’agosto, verranno esposte in mostra in Vallarsa.
La fotografia che riceverà più preferenze in questa fase riceverà il premio di Miglior Fotografia Social.


venerdì 6 giugno 2014

Piccoli architetti si progettano le case sugli alberi,un laboratorio alle elementari

Hanno imparato che cos'è una treehouse, hanno visto alcuni esempi interessanti di vari tipi di case sugli alberi e poi hanno iniziato il processo di progettazione di un rifugio tra i rami. I novelli baroni rampanti sono gli alunni della scuola elementare primaria "Francesco Cavallin" di Vallarsa che hanno aderito al laboratorio promosso dal festival e legato al tema dell'abitare la montagna.


Nicola Chiavarelli, architetto dello studio MQAA di Fiera di Primiero, ha guidato i ragazzi nel processo di creazione della loro casa sugli alberi ideale. Giovedì 5 giugno al mattino i ragazzi hanno visto quali sono le caratteristiche ideali di una casa sugli alberi e hanno iniziato a vedere esempi di strutture costruite. Poi una passeggiata nel bosco ha permesso loro di osservare meglio le piante, il paesaggio e gli elementi fondamentali utili al progetto. Nel pomeriggio le idee emerse al mattino sono state messe nero su bianco su bellissimi disegni che rappresentano l'esterno e l'interno di queste strutture nascoste tra i rami degli alberi.
Venerdì 6 giugno invece i ragazzi hanno messo in pratica le loro idee. In 10 gruppetti da 4-5 ragazzi hanno costruito il modello della loro casa sugli alberi. Utilizzando tela, legno, cartone, materiali di recupero, elementi del bosco e tanta, tanta fantasia hanno costruito le case fin nei minimi dettagli realizzando dieci piccole treehouse davvero interessanti.

Le opere di questi giovani architetti sono state raccolte e nella "Giornata della vita in montagna" il prossimo 23 agosto saranno mostrate al pubblico nel corso del festival "Tra le rocce e il cielo".