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lunedì 4 dicembre 2017

Presentazione del libro "IL MONTANARO. Conversazioni con Mario Martinelli"



“Il libro si rivela un cammino in profondità, un viaggio nell’anima che si specchia nelle tante facce della montagna di casa, la Vallarsa. (…) La freschezza del ruscello, il profumo del bosco, le ferite impresse nelle rocce da un conflitto terribile, quello di cent’anni fa, a ricordarci sofferenza e morte, il valore della vita. Un lungo viaggio esistenziale, per approdare infine al silenzio denso e generoso delle cime…”
L’Adige, 17 novembre 2017

Martedì 12 dicembre alle 17,30 alla libreria Rosmini di Rovereto, lo scrittore Andrea Nicolussi Golo introdurrà il libro “IL MONTANARO. Conversazioni con Mario Martinelli” (Ed. Priuli e Verlucca, collana I Licheni), libro intervista denso e sincero in cui Fiorenza Aste raccoglie i pensieri, le intuizioni e le intense esperienze di vita di Mario Martinelli, che prima di essere poeta, scrittore e montanaro, è innanzitutto ricercatore dei significati più profondi dell’esistenza. 
Agli amici che si uniranno a noi per parlare del libro, sarà grande piacere offrire un piccolo rinfresco.

mercoledì 19 agosto 2015

Wildermann di Theo Teardo



Teardo è reduce dalla vittoria al Pula Film Festival, rassegna cinematografica croata che gli ha
conferito il “Golden Arena” per la colonna sonora realizzata per You Carry Me di Ivona Juka. Il
riconoscimento va ad aggiungersi al premio vinto, lo scorso febbraio agli Irish Theatre Awards, per le musiche dello spettacolo Ballyturk del drammaturgo Enda Walsh, da cui Teardo ha tratto l’album
omonimo. Di recente il musicista pordenonese è tornato in Irlanda, ospite dell’International Arts Festival di Galway, come unico artista italiano in cartellone insieme a St. Vincent, Damien Rice e
Sinead O’Connor.

Una toccante opera musicale nella quale il musicista di origini friulane sublima le immagini del fotografo francese guardando a un passato perduto, lontano dal torpore contemporaneo.
La musica di Teardo attrae e si lascia attrarre liberamente da altre forme d’arte, delineando, in “Music for Wilder Mann”, una nuova relazione tra gli strumenti della tradizione e l'elettronica.



Forte dell’apporto dato, e che continua a dare, al cinema con le colonne sonore di film come Diaz, Il Divo, Denti e, non ultimi, i documentari La Nave Dolce di Vicari, e Noi non siamo come James Bond, il compositore Teho Teardo si accosta questa volta a un altro tipo di immagini: le fotografie di Charles Fréger contenute nel libro Wilder Mann, la figura dell’Uomo Selvaggio - Peliti Associati 2012).

A ispirare le composizioni di Teardo sono i ritratti di uomini che indossano costumi fatti con pelli animali e che rappresentano, in modo rituale, la trasformazione in selvaggi, divenendo orsi, cinghiali,
mostri e diavoli che terrorizzano, esseri che sbalordiscono, sormontati da corna o palchi di cervo per
celebrare il ciclo della vita e delle stagioni che cambiano.

Commozione è lo stato d'animo che pervade l'intero lavoro, dove l'aspetto emozionale è sempre in
primo piano, sia nei momenti di maggior rarefazione della musica, sia nei crescendo ipnotici in cui
tutto esplode.

La collaborazione tra il compositore e il fotografo francese è incentrata sulla necessità di scavare
nella mai sopita aspirazione dell’uomo di tornare a ciò che è più vero, istintuale, primitivo, liberandosi dalla pigrizia che caratterizza la moderna era tecnologica. Ed è proprio nella tecnologia
che la componente elettronica della musica di Teardo mette in discussione se stessa, attraverso il
confronto con creature terrorizzanti e misteriose. Il presente elettronico, che determina anche la musica, necessita di trovare punti di contatto con il passato, senza nostalgia, senza retorica; la
capacità evocativa della musica che riuscirà a manifestare presenze inquietanti nel torpore contemporaneo.


Teho Teardo presenta Wildermann al Festival Tra le Rocce e il cielo giovedì 20 agosto alle 21.30 al tetaro di S.Anna a conclusione della giornata dedicata all'Om selvadeg.
L'ingesso è libero

martedì 18 agosto 2015

Applausi infiniti e commossi per "I SENTIERI RACCONTANO…"


È stato un successo lo spettacolo recital-musical-teatrale promosso e organizzato dall’associazione Pasubio100anni nell'ambito del Festival TRA LE ROCCE E IL CIELO andato in scena lunedi 17 agosto al teatro di S. Anna di Vallarsa.


Il progetto ha coinvolto 16 attori improvvisati sotto la guida del regista teatrale Luigi Orfeo partendo dal copione ricavato dall’antologia di Pasubio100anni, curata da Manuela Broz presentata al pubblico sabato 16 maggio.

Lo spettacolo ha attraversato le varie fasi della guerra in Vallarsa, dalla chiamata alle armi da parte dell'impero austro-ungarico nel 1914, allo scoppio della guerra con l'Italia e quindi l'arrivo dei soldati italiani il 24 maggio 1915 e la convivenza con la popolazione civile per un anno, quindi l'abbandono dei paesi, l'esilio dei profughi e il ritorno alle case distrutte.

Alla teatralità della rappresentazione sono stati abbinati gli intermezzi musicali del TRIO BROZ, dei fratelli Barbara e Klaus e gli intermezzi corali del CORO PASUBIO.

Per i protagonisti, dopo il debutto nella prima messa in scena di sabato 23 maggio è stato un nuovo momento di vera commozione il riuscire a dare voce e dignità a coloro che non ce l’hanno fatta, a coloro che non sono tornati e a coloro che con tenacia e desiderio di sopravvivenza invece ce l’hanno fatta.



Lo spettacolo ha dato voce anche a personaggi illustri quali Sandro Pertini, l’amato amato Presidente della Repubblica che ha combattuto sul Pasubio con il grado di Tenente; Eugenio Montale, premio nobel per la letteratura che ha combattuto nel paese di Valmorbia e che in OSSI DI SEPPIA ha scritto la celebre poesia "Valmorbia"; Piero Calamandrei che è stato uno dei padri della nostra Costituzione e Arnaldo Fraccaroli, inviato di guerra per il Corriere della Sera.

Non si voleva realizzare il solito evento commemorativo di fatti storici, ma un evento che coinvolgesse il pubblico fino al limite della commozione, suscitando riflessioni e interrogativi, sia durante la visione dello spettacolo che in momenti successivi, attraverso dei parallelismi tra i fatti storici di 100 anni fa e i fatti quotidiani che ogni giorno si vedono nella cronaca nazionale e internazionale.

I momenti toccanti sono stati numerosi in ogni scena. Un esempio, tratto dal diario di una ragazza nel quale scrive che all'età di 13-14 anni si trovava a Varazze, in Liguria, come profuga e, assieme ad altri coetanei, per guadagnarsi qualcosa, ogni giorno si recava alla stazione ferroviaria ad attendere l'arrivo dei treni con i passeggeri carichi di valige e quindi offrirsi nel portar loro i bagagli in cambio di qualche soldo. I ragazzi di Varazze che facevano la stessa cosa, gli dicevano: voi tedeschi venite a portarci via il lavoro...!! Ecco, il passato che diviene immediatamente presente; ci si trova di fronte a dei ragazzi coetanei, che parlavano la stessa lingua italiana, seppur in forme dialettali diverse, con accuse e pregiudizi verso il “forestiero”. Tali espressioni, che anche oggi sentiamo spesso, seppure in un contesto economico e sociale diverso, devono far riflettere.


Il teatro con 200 posti a sedere ha visto almeno altre 100 persone in piedi e molte altre non sono potute entrare. Gli applausi durante lo spettacolo e alla fine sono stati infiniti e commossi.



sabato 8 agosto 2015

I SENTIERI RACCONTANO... I vallarseri di oggi raccontano la Grande Guerra in valle 100 anni dopo



In un territorio come la Vallarsa, che durante i combattimenti della prima guerra mondiale si ritrovò a essere teatro del conflitto, fronte in quanto terra di confine tra l’Impero austroungarico e il Regno di Italia, ancora oggi – a 100 anni di distanza da quei tragici eventi – chi vive in valle si sente coinvolto nelle vicende dei soldati in servizio in quella zona e dei civili che videro la quotidianità sconvolta dalla guerra.

Proprio questa vicinanza ha permesso l’ideazione e la messa in scena di I SENTIERI RACCONTANO…, uno spettacolo recital-musical-teatrale che coinvolge 16 attori improvvisati. Abitanti e amici della Vallarsa che sul palcoscenico prestano la voce a a coloro che non ce l’hanno fatta, a coloro che non sono tornati e a coloro che con tenacia e desiderio di sopravvivenza, invece, ce l’hanno fatta.



Lo spettacolo promosso e organizzato dall’associazione Pasubio100anni - con il contributo della Comunità della Vallagarina, della Fondazione Vallarsa e del Comune di Vallarsa - si potrà vedere lunedì 17 agosto alle 20.30 al Teatro comunale di S.Anna e si inserisce nel fitto programma sulla Grande Guerra del Festival Tra le Rocce e il Cielo - che si svolge in Vallarsa dal 20 al 23 agosto 2015 -.
L’ingresso è libero.

Il progetto muove i primi passi dal copione ricavato dall’antologia “I sentieri raccontano..” di Pasubio100anni, curata da Manuela Broz, che raccoglie testimonianze dirette, memorie scritte di lettere, diari, giornali, fotografie, di personaggi comuni e più illustri che hanno vissuto in Vallarsa nel periodo dal 1914 al 1918.

I 16 attori improvvisati, sotto la sapiente guida del regista teatrale Luigi Orfeo, attraversano le varie fasi della guerra in Vallarsa: la chiamata alle armi da parte dell'esercito austro-ungarico nell'agosto 1914 di tutti gli uomini con età compresa tra i 21 e i 42 anni, e poi tra i 16 e i 50 anni. L’entrata in guerra dell'Italia ed il conseguente arrivo in valle dei soldati italiani il 24 maggio 1915. La convivenza della popolazione civile (donne, vecchi e bambini) con l'esercito italiano ed il successivo abbandono delle case nel maggio - giugno 1916 con l'esilio da profughi in Austria e in Italia. E infine il ritorno in valle nel 1919 con la visione delle case e dei paesi distrutti.


Alla teatralità della rappresentazione sono abbinati gli intermezzi musicali del Trio Broz, (i tre fratelli Barbara, Giada e Klaus) e gli intermezzi corali del Coro Pasubio.

In scena i 16 attori interpretano memorie e ricordi di soldati e gente civile, ma prestano la voce anche a personaggi illustri che in Vallarsa hanno vissuto o combattuto nel periodo della guerra, come: Sandro Pertini, l’amato presidente della Repubblica che ha combattuto sul Pasubio con il grado di tenente, Eugenio Montale, premio nobel per la letteratura che ha combattuto nel paese di Valmorbia a cui ha dedicato la poesia che si trova in “Ossi di Seppia”, Piero Calamandrei che è stato uno dei padri della Costituzione italiana e Arnaldo Fraccaroli, inviato di guerra per il Corriere della Sera.

L’obiettivo è quello di suscitare nello spettatore riflessioni e interrogativi, da portare a casa anche dopo la rappresentazione, attraverso parallelismi tra i fatti storici di 100 anni fa e i fatti quotidiani che ogni giorno si vedono nella cronaca nazionale e internazionale.


I SENTIERI RACCONTANO, in scena lunedì 17 agosto alle 20.30 al Teatro S.Anna

martedì 4 agosto 2015

TRA LE ROCCE E IL CIELO: IL FESTIVAL TORNA IN VALLARSA DAL 20 AL 23 AGOSTO




TRA LE ROCCE E IL CIELO, il Festival della montagna vissuta con consapevolezza torna in Vallarsa dal 20 al 23 agosto.


L’Om Selvadeg e l’antica sapienza culinaria delle Alpi, la Grande Guerra e i conflitti di oggi, le migrazioni generatrici d’identità e la situazione del Nepal sono questi gli argomenti che verranno trattati in questa edizione del festival organizzato dall'associazione culturale Tra le rocce e il cielo in partnership con Accademia della montagna del Trentino, che si svolge nel suggestivo e incontaminato ambiente della Vallarsa (TN), all'ombra delle Piccole Dolomiti.

I temi proposti saranno indagati attraverso mostre, film, incontri, uscite sul territorio, convegni, laboratori, concerti, spettacoli e presentazioni di libri.

Quest’anno, in occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, Tra le Rocce e il Cielo dedica due delle sue quattro giornate alla storia.


Grande protagonista, nell’anno del Centenario, sarà la Grande Guerra di cui si parlerà ponendo l’accento su temi difficili e poco considerati dalla storiografia ufficiale, come quelli della diserzione e della sofferenza mentale. La Prima Guerra Mondiale sarà però solo uno dei temi di queste due giornate, e molta attenzione sarà dedicata ai conflitti attuali e ai problemi dovuti allo stress post-traumatico. Queste tematiche verranno affrontate attraverso conferenze, mostre, escursioni. Non mancheranno gli spettacoli come “Attenti alle austriache”, all’interno di Forte Pozzacchio visitabile con escursioni organizzate, e “Stupido Risiko” di Emergency, attiva da anni nell’aiuto alle vittime della guerra in tutto il mondo. Alla Campana dei Caduti, sul colle di Miravalle, verrà messo in scena lo spettacolo multimediale di Paolo Fanini “Il crocevia delle coscienze”.


La giornata d’apertura si concentrerà sull'arte e la vita in montagna. L’Om Selvadeg, l’uomo che nella mitologia ha donato il formaggio all’uomo, sarà il filo rosso di una conferenza, un laboratorio per bambini, una cena a tema a base di formaggi, un’escursione in malga e di un concerto che vedrà esibirsi Theo Teardo sul magico sfondo delle affascinanti fotografie di Charles Frégér. E ci sarà una serata dedicata al Nepal.


E infine una giornata sarà dedicata alle lingue madri. Il convegno “Migrazioni generatrici d’identità” indagherà come i flussi migratori del passato hanno influenzato il formarsi delle comunità minoritarie tradizionali della regione e dell’intero arco alpino. Il passato si intreccerà al presente e, dal parallelo tra la condizione della minoranza cimbra sfollata in Boemia durante la Grande Guerra e le attuali migrazioni e sfollamenti causati dai conflitti mediorientali, si arriverà a parlare delle attuali migrazioni di popoli e come esse contribuiranno a ridefinire le comunità nazionali nel prossimo futuro. È prevista la visione del pluripremiato film “Io sto con la sposa”, seguito dal dibattito con il regista e ci sarà il concerto del gruppo di musica occitana “Corou de Berra”, che da più di vent’anni lavora e sperimenta sul canto polifonico delle Alpi meridionali.


Il programma completo di tra le Rocce e il cielo, visitabile sul sito www.tralerocceeilcielo.it, comprende numerose escursioni storiche e naturalistiche sulle montagne della Vallarsa, mostre – storiche, pittoriche e fotografiche – e laboratori per grandi e piccini.


Il festival è realizzato in partnership con Accademia della Montagna del Trentino grazie alla Provincia Autonoma di Trento e alla Regione Trentino - Alto Adige/Sud Tiröl, ed è patrocinata da Comune di Vallarsa, Comunità della Vallagarina, CAI e SAT. Ha inoltre l’alto patrocinio delle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale, delle Commemorazioni del Centenario in Trentino, e di Trentino – a Expo Milano 2015.

Viene organizzato con il contributo di APT Rovereto e Vallagarina, Fondazione Caritro, Bim Adige, Cassa Rurale di Lizzana, Fondazione Vallarsa.
Prezioso per la realizzazione della manifestazione è il contributo degli sponsor: Cantine Vivallis, Trinco Automobili, Distilleria Marzadro, Grafiche Futura, Montura, Concast Trentingrana e Calliari Fiori.

venerdì 29 maggio 2015

Obiettivo Forte, il concorso fotografico

In occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, il concorso fotografico collegato al Festival Culturale “Tra le rocce e il cielo” 2015 avrà come tema i forti.
Durante la Prima Guerra Mondiale il fronte italiano era punteggiato da un numero notevole di forti, opere ingegneristiche difensive che saranno, assieme alla trincea, uno dei lasciti più evidenti di questo periodo tribolato. Il concorso mira a stimolare una riscoperta di questi luoghi, e pertanto non saranno ammesse al concorso foto d’epoca, ma solo scatti che ritraggano, anche in maniera artistica, i fortilizi a cento anni dallo scoppio del conflitto.

Il concorso sarà aperto a tutti e ad iscrizione gratuita. I concorrenti dovranno inviare una fotografia, in formato digitale, all’indirizzo di posta elettronica concorso@tralerocceeilcielo.it unitamente al modulo d’iscrizione, dati anagrafici ed accettazione di regole di trattamento dati personali e del regolamento del concorso entro il 15 giugno.



Il concorso si articolerà in due fasi. La prima, Social Network, inizierà in data 1 luglio 2015, quando le foto selezionate verranno pubblicate sulla pagina Facebook ufficiale del Festival, e potranno essere votate dal pubblico mettendo “mi piace”. Le 10 fotografie che riceveranno più consensi in questa fase verranno esposte all’interno della mostra dedicata del Festival. La fotografia più votata, inoltre, si aggiudicherà il premio Miglior Fotografia Social, del valore di 100 euro.

La seconda fase sarà invece condotta dalla giuria del concorso che avrà il compito di selezionare le foto dare un giudizio di carattere estetico e di originalità degli scatti pervenuti. I primi 20 verranno selezionati per essere esposti nella stessa mostra che ospiterà i 10 provenienti dalla fase Social. I primi tre classificati verranno premiati con premi da 250, 150 e 100 euro.

Un ulteriore premio, consistente in un cesto di prodotti tipici locali, verrà inoltre assegnato da parte del pubblico della mostra, che potrà votare per tutta la durata dell’esposizione, dal 4 al 23 agosto 2015 al museo della Civiltà contadina di Vallarsa, lo scatto preferito.

La proclamazione dei vincitori delle varie categorie e la premiazione del concorso avverranno congiuntamente con l’ultima giornata del Festival Culturale “Tra le rocce e il cielo” il giorno 23 agosto 2015.



sabato 23 maggio 2015

La Grande Guerra a "Tra le Rocce e il cielo"

In occasione del Centenario della Grande Guerra, il Festival Culturale “Tra le rocce e il cielo” 2015 dedicherà due giorate  del suo programma alla storia.
Grande attenzione verrà posta sulla sofferenza mentale causata dal primo conflitto mondiale, che tanto fu combattuta proprio in Vallarsa e sul monte Pasubio: testimonianze dirette dal fronte nei diari dei soldati, diserzione e sindrome da stress post traumatico saranno alcuni dei temi che verranno affrontati durante il festival che si svolge in Vallarsa dal 20 al 23 agosto 2015.
Le narrazioni degli eventi traumatici avvenuti un secolo fa si intrecceranno alla contemporaneità, come durante la conferenza “Raccontare oggi la guerra”, in cui interverranno, fra gli altri, Raffaele Crocco e Gigi Zoppello e ci si confronterà sul tema della narrazione dei conflitti attuali, o con il laboratorio per bambini e ragazzi “Stupido Risiko” organizzato da Mario Spallino di Emergency, che metterà in luce attraverso una serie di eventi emblematici l’insensatezza e l’assurdità di ogni conflitto armato.
Il 24 maggio, a Forte Pozzacchio, in occasione del centenario ufficiale dell’entrata in guerra dell’Italia, verrà dato un assaggio di quello che verrà affrontato in maniera più approfondita nelle giornate del Festival.

Verrà mostrata una presentazione- backstage dello spettacolo ideato e diretto da Paolo Fanini, con testi di Micaela Vettori, “I CROCEVIA DELLA COSCIENZA”, che sarà messo in scena in anteprima il 14 agosto sempre a Forte Pozzacchio e poi replicato domenica 23 agosto alla Campana dei Caduti, nella serata di chiusura del Festival 2015.

Lo spettacolo, che utilizza più linguaggi narrativi, iconici, musicali e coreutici, affronta il difficile tema della diserzione, che diventa il toccante filo di una narrazione che pur rispettando il rigore storico dei dati, cerca di andare incontro alle sensibilità e alle conoscenze delle generazioni attuali. Lo spettacolo coinvolge attori, musicisti, filmati in proiezione su tulle, Coro Pasubio, danzatrici.