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domenica 16 agosto 2015

L’Om selvadeg e il formaggio alla GIORNATA DELLA VITA IN MONTAGNA


Che lo si chiami om selvadeg, homo salvadego, ommo sarvadzo, om pleos o Wildermann in base alla zona delle Alpi in cui ci si trova, attraversando le nostre montagne ovunque spuntano storie e racconti sull'uomo selvatico: un essere umano irsuto e con capelli e barba lunghi, che vive in luoghi isolati, in montagna, nel bosco. Vive a contatto con la natura, è forte e robusto. Non si lava né si pulisce. Non si rade né si taglia i capelli. Per questo diventa una figura spaventosa, anche per via dalla pelle di caprone con cui si copre.
Nella leggenda è proprio questa figura a insegnare agli altri esseri umani a fare il burro e il formaggio. A insegnare i mestieri della malgazione e i segreti della lavorazione dei latticini.
 
E proprio dell’Om selvadeg si parlerà nella prima giornata di TRA LE ROCCE E IL CIELO - il Festival che si svolge in Vallarsa dal 20 al 23 agosto -.
Si inizia giovedì 20 agosto alle 14.30 al Museo Etnografico di Riva con un laboratorio per bambini di costruzione maschere dell’om selvadeg curato del Museo degli Usi e Costumi delle Genti Trentine di S. Michele. A conclusione, saranno proiettati sei documentari di animazione IL SELVATICO IN TRENTINO, prodotti dal MUCGT e ideati e realizzati da Andrea Foches.
Dalle 15.30 nelle Corti e portoni di Contrada Riva spettacolo - filò del gruppo “El Sanguanelo” di Lusiana.

Dopo l’inaugurazione, alle 17.30 al Tendone di Riva si terrà IL SAPERE DELL’OM SELVADEG, IL SAPORE DELLE MONTAGNE. Con Andrea Foches (ricercatore nell’ambito della tradizione popolare) e Giampaolo Gaiarin (tecnico della Fondazione Slow Food per la biodiversità). La chiacchierata con assaggi guidati dedicata alla storia del Wildermann e dei formaggi dell’arco alpino è moderata da Gigi Zoppello, vice caporedattore del quotidiano L’Adige, che è anche l’ideatore della giornata tematica. L’incontro è organizzato in collaborazione con Museo degli Usi e Costumi delle Genti Trentine di S. Michele e Slow Food Vallagarina Alto Garda.

 
Dell’om selvadeg tratterà anche WILDERMANN, concerto spettacolo del musicista Teho Teardo e le fotografie di Charles Freger. La collaborazione tra i due artisti scava nelle nostre più profonde aspirazioni e palpitazioni, uomini che anelano al vero, al primitivo; a istinti arcaici forse mai del tutto sopiti, nonostante la pigra era moderna della tecnologia.
Teho Teardo è da molti anni un apprezzato autore di colonne sonore (Diaz, Il divo, La ragazza del lago, tra le più in vista), compositore e sperimentatore di nuovi suoni ed aperto a contaminazioni ed esperienze sonore in tutto il mondo. Tra le sue collaborazioni più conosciute al grande pubblico si ricorda quella di due anni fa con il front man dei berlinesi Einstuerzende Neubauten, Blixa Bargeld. In questo caso invece, ispirandosi al libro "Wilder Mann - The Image of the Savage” del fotografo francese Charles Fréger - che al mito del selvatico ha dedicato un intero reportage - ha realizzato un disco: "Music for Wilder Mann" (Specula Records).
Lo spettacolo - che inizia alle 21.30 al Tendone di Riva - vede sul palco Teho Teardo (chitarra ed elettronica) e Martina Bertoni (violoncello) e le proiezioni delle immagini di Frèger. L’ingresso è libero.

Prima del concerto, che sarà aperto da una SFILATA DI COSTUMI DELL’OM SELVADEG, con la partecipazione del gruppo “El Sanguanelo” di Lusiana (altopiano di Asiago) e delle maschere dei bambini realizzate nel pomeriggio, si potrà fare un’esperienza da idrosommellier grazie a un laboratorio guidato di degustazione dell’acqua dei monti trentini, una divertente e curiosa esperienza di assaggio guidato di acque potabili, che vuole contribuire alla diffusione di una "cultura del gusto" dell’acqua. I partecipanti avranno la possibilità di degustare acque dolci, dure, ferruginose, provenienti da diverse aree geografiche e geologiche del Trentino, imparare a leggere le etichette, e capire i diversi percorsi che l’acqua fa. In collaborazione con il MUSE di Trento.


Alle 19.30 si potrà gustare una cena a base di formaggi - IL SAPORE DELLE MONTAGNE - a cura di Circolo Lamber e in collaborazione con Trentino per Expo Italia, Slow Food Vallagarina Alto Garda e Concast Trentingrana. Per partecipare è necessaria la prenotazione all’Apt di Rovereto e della Vallagarina (tel 0464 430363). La quota è di 15 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini. Il menù della cena è visitabile su www.tralerocceeilcielo.it

La giornata è organizzata grazie al sostegno di Provincia Autonoma di Trento, Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, Fondazione Caritro, e con la collaborazione di MUSE, MUCGT, Concast Trentingrana e Slow Food.


GIOVEDI' 20 - GIORNATA DELLA VITA IN MONTAGNA E DELL'OM SELVADEG a Tra le Rocce e il Cielo

venerdì 7 agosto 2015

Conferenze, laboratori, proiezioni, degustazioni, spettacoli: Gigi Zoppello racconta la GIORNATA DEDICATA ALL'OM SELVADEG



Intervista a Gigi Zoppello

Gigi Zoppello è vice caporedattore del quotidiano L’Adige di Trento. Scrittore, poeta, amante della montagna e del camminare, nel tempo libero si occupa di eventi culturali, letteratura e poesia. È ideatore e direttore artistico del festival Quotapoesia.
Sua l’intuizione di dedicare e sviluppare una giornata del festival Tra le Rocce e il Cielo 2015 attorno alla figura leggendaria dell’Om selvadeg.




Quest’anno il festival Tra le Rocce e il Cielo si apre con una giornata dedicata al’Om selvadeg, volevamo chiederle da dove nasce l’idea ma soprattutto chi è l’Om selvadeg?

Beh, quest’idea nasce da una curiosità che da molti anni mi accompagna per questa figura mitologica che appartiene alle leggende, ma anche alla storia dell’arte di tutto l’arco alpino, di parte dell’Europa, addirittura dei Carpazi. L’Om selvadeg è una figura rappresentata in molte opere d’arte, dipinti di Albrecht Dürer eccetera. Viene rappresentato di solito come un uomo peloso, ricoperto di pelliccia, adorno spesso di rami e di elementi floreali; quasi sempre si accompagna ad un bastone nodoso con il quale randella le sue vittime. È una figura che in sostanza rappresenta quello che l’uomo era prima della civiltà e cioè l’essere selvatico che vive nei boschi, che vive appartato, che vive da solo. È una figura centrale ancora oggi in molti carnevali dell’arco alpino come dicevo, tutti hanno presente queste maschere di uomini realizzate con pigne o rametti di abete o addirittura uomini coperti totalmente di rami dalla testa ai piedi che vanno a turbare il carnevale uscendo dal bosco e arrivando in paese.

Dal punto di vista psicoanalitico se vogliamo, il selvatico rappresenta anche quella parte di noi preda degli istinti che non ha ancora imparato a dominarsi, con tutte le caratteristiche dell’uomo che non ha controllo su se stesso. È quindi irascibile, collerico e solitario, cerca di stare nel folto del bosco. Quest’attitudine dell’uomo selvatico, ha fatto nascere una serie di leggende di cui è protagonista. Quasi sempre sono leggende che giocano sull’incontro tra l’uomo del paese - il contadino o il cacciatore o il boscaiolo - e l’uomo selvatico del bosco che è geloso della sua solitudine.



Quali aspetti verranno trattati della figura dell’Om selvadeg durante il festival?

In particolare una leggenda ci serve per filo conduttore di questa giornata del festival Tra le Rocce e il Cielo in Vallarsa. È la leggenda secondo la quale l’uomo selvatico incontra una pastorella e se ne innamora, si innamora della sua bellezza. Questa è una leggenda dolomitica, dell’area ladina soprattutto. La pastorella ovviamente al paese viene difesa in quanto si teme l’uomo selvatico la voglia rapire. L’uomo selvatico invece in cambio della pastorella, insegna agli uomini come si fa il formaggio. Quindi l’uomo selvatico come sapiente di saperi arcani della natura, che però insegna all’uomo la conservazione casearia e la conservazione del latte. Da quel momento in poi si realizza un patto tra l’uomo civilizzato e il Selvadeg. Come spesso succede in queste leggende ci sono diversi capitoli, quello del formaggio è il principale. Ci sono altre varianti di questa leggenda secondo cui l’uomo selvatico avrebbe dovuto svelare altri segreti all’uomo del paese. Tuttavia,  dal momento che alla fine gli uomini del villaggio tradiscono il patto portandogli via la pastorella, lui  si rifiuta di rivelare gli altri preziosi saperi, con uno schema archetipo di fiaba abbastanza comune simile a quello del nano del bosco che deve insegnare come si fa l’oro o dove si trova l’oro ad esempio.


Nel corso della giornata poi ci sarà una conferenza “Il sapere dell’Om selvadeg, il sapore della montagna”. Ci racconti come verrà strutturata e come verranno affrontate queste due tematiche.

In Trentino il tema dell’uomo selvatico è stato studiato soprattutto dal museo di San Michele all’Adige - Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e recentemente un esperto di questa figura è Andrea Foches. Il dottor Foches sarà il conferenziere che ci parlerà di questa figura. Foches l’ha trattata dal punto di vista scientifico antropologico ma non solo, ha  realizzando anche un cofanetto di cartoni animati rivolti soprattutto ad un pubblico di bambini e ragazzi, in cui ha messo in scena le leggende dell’uomo selvatico. Quindi una parte centrale di questa giornata sarà la conferenza di Foches che ci parlerà del mito, mostrandoci anche esempi di affreschi dell’area alpina che rappresentano l’uomo selvatico. Siccome il tema dell’uomo selvatico è legato alla nascita della caseificazione, abbiamo pensato di abbinare a questa conferenza anche una cena a base di formaggi tipici della zona; potremmo gustarli con Slow Food, che farà conoscere i diversi prodotti della zona, le eccellenza del territorio in tema di caseificazione.


Quali altre sorprese ci attendono il 20 agosto in Vallarsa?

La giornata inizia nel primo pomeriggio con un laboratorio per i bambini tenuto da animatori del Museo di San Michele all’Adige che insegneranno loro a costruire la maschera dell’Om selvaged. Gli stessi bambini andranno in sfilata la sera con la loro maschera fino al tendone delle feste di Vallarsa. Ci sarà poi uno spettacolo folcloristico con il gruppo folk El Salvan, di Lusiana sull’Altopiano di Asiago; il gruppo mette in scena leggende di quello che loro chiamano El Salvan o El Salvanel che è sempre l’uomo selvatico, raccontandocelo come nei filò di un secolo fa. Ci sarà poi la conferenza come dicevo, e la degustazione di formaggi con Slow Food. In collaborazione con il MUSE, ci sarà anche un laboratorio dedicato alla degustazione dell’acqua, una delle ricchezze di questo territorio. Si potrà quindi in qualche essere dei sommelier dell’acqua!
Infine la giornata si chiuderà  con un concerto-spettacolo legato al tema dell’uomo selvatico.
L’uomo selvatico in area tedesca si chiama Wilder Mann e Teho Teardo, un musicista e soprattutto compositore di musiche da film italiano - ha composto le musiche de Il Divo e di molti di film italiani dell’ultimo periodo - ha dedicato un intero disco all’uomo selvatico. Ad ispirare il lavoro di Teardo è stato il libro fotografico del francese Charles Fréger, che raccoglie scatti delle maschere dell’uomo selvatico nei carnevali di tutta Europa. Da queste immagini il musicista è partito per comporre la lunga suite che eseguirà dal vivo con un organico da camera computer music, con chitarra elettrica e violoncello accompagnato dalle rappresentazioni di Fréger proiettate su un grande schermo al Teatro di S. Anna di Vallarsa.

La ringrazio per la ricca anticipazione della giornata che ci ha fornito! E arrivederci in Vallarsa a partire dal 20 agosto.

Laura Zandonai




Giovedì 20 agosto si apre il festival con la  GIORNATA DELLA VITA IN MONTAGNA E DELL’OM SELVADEG
Il programma completo del festival Tra le Rocce e il Cielo 2015 è disponibile sul sito: http://www.tralerocceeilcielo.it/programma/

domenica 3 agosto 2014

Gli scrittori di montagna a "Tra le Rocce e il Cielo 2014"


Nato come Festival degli scrittori di montagna, TRA LE ROCCE E IL CIELO non scorda le sue origini. Anche nella sua quinta edizione il Festival della montagna vissuta con consapevolezza, che si svolge in Vallarsa (TN) dal 21 al 24 agosto, ospita gli autori di libri che raccontano diversi modi di mettersi in relazione con le vette.



Sabato 23 agosto una PASSEGGIATA ARTISTICA LETTERARIA all’ombra della Piccole Dolomiti accompagnerà gli appassionati di arte e natura fino a Malga Siebe. L’escursione, condotta dal Gruppo Sat di Vallarsa, partirà alle 10 dal paese di Ometto. Dopo una camminata attraverso la mostra immersa nella natura “Il Luogo delle Fotografie” di Marco Angheben, alle 14, gli scrittori di montagna raccontano i loro libri all’aria aperta, presentati da Filippo Zolezzi.



In malga il giornalista Roberto Mantovani presenterà “Appigli invisibili”, un libro che offre una panoramica sulla stagione dell’arrampicata sportiva partendo dalle straordinarie gesta dei ragazzi che apparvero sulla ribalta quarant’anni fa, fino a raccontare le prime gare d’arrampicata, per poi mostrarci una sfilata di incontri e di personaggi mitici: dai campioni francesi agli yankee di Yosemite, dalle imprese di Manolo, Mariacher e compagni agli ice climber, di cui fu capofila l’indimenticabile Gian Carlo Grassi. E poi ancora Wolfgang Güllich, Lynn Hill, Alexander Huber, Chris Sharma, Josune Bereziartu e il giovanissimo Adam Ondra: tante storie di uomini e donne in ascesa fra le rocce e i ghiacci, tante sfide estreme alla gravità del mondo.   

Franco Perlotto racconterà “Indio”, una storia che trae spunto da fatti realmente accaduti, con il sapore della spy story. Tra le pagine c’è la Gran Sabana con i suoi sterminati spazi, ci sono le Piccole Dolomiti, c'è un grande progetto rivoluzionario che ha il sapore dell'utopia e il fascino delle cose incompiute: il romanzo è un collage di esperienze di vita, suggestioni e incontri fatti nel corso di una vita inquieta, tra viaggi e scalate, seguendo un filo rosso che lega Amazzonia e Veneto.

Gigi Zoppello racconterà come è nato “In lungo e in largo - due traversate del Trentino a piedi”, il libro ispirato da una sua doppia traversata a piedi del Trentino, da Borghetto a Salorno, da Primolano al Tonale. Il giornalista ha percorso 285 km, da cui ha tratto un ritratto del Trentino fatto di uomini e donne, natura, centri commerciali, sole, pioggia, animali, rifiuti, bellezze e brutture.

Mario Corradini presenterà “Vivere e scoprire”. Il libro è una sorta di diario di bordo di una vita all'insegna dell'avventura. L’autore vi racconta delle sue scorribande iniziate sulle montagne di casa, le Dolomiti, per poi spostare i suoi orizzonti all'Est Europa, all'Africa, e poi all'America latina e all'Asia, raccontando episodi ed emozioni vissute nella sua vita da girovago. Ammette che la "fame di emozioni" non si esaurisce mai, che i viaggi e le montagne diventano cibo per sopravvivere e, alle volte, creano dipendenza.

Domenica 24 agosto, al museo della Civiltà contadina di Riva, alle 11 Riccardo Decarli e Fabrizio Torchio racconteranno come è nato “Ad Est del Romanticismo. 1876-1901,  alpinisti vittoriani sulle Dolomiti”. Il tre volumi editi da Accademia della Montagna indagano in profondità non solo la storia alpinistica delle Dolomiti, ma anche il contesto socio-culturale e letterario che caratterizzava quegli anni. Alla presentazione ci saranno anche gli alpinisti Elio Orlandi e  Armando Aste.

Alle 12 seguirà Andrea Nicolussi Golo, presentato da Carlo
Martinelli, che racconterà il suo libro “Diritto di memoria”.
La storia narrata è quella di un ragazzo, Zeno, che alla vigilia dello scoppio della Prima guerra mondiale lascia il suo paese sulle Alpi del Trentino (allora Welschtirol, o Tirolo italiano, estremo lembo meridionale del grande impero austroungarico) per raggiungere l'Argentina.





Come arrivare al Festival

Stefania Costa

domenica 9 febbraio 2014

Abbracciami Forte, un viaggio all'interno del Forte Pozzacchio grazie alle testimonianze di chi lo ha vissuto

“Abbracciami, forte” è stato un progetto per riportare la memoria di Forte Pozzacchio in vita. Il grande manufatto militare è stato per lunghi anni abbandonato. Nelle ultime stagioni è stato oggetto di un grande progetto di restauro che non si è ancora concluso del tutto: la riapertura al pubblico è prevista per quest'estate. Grazie all’associazione culturale “Il Forte” di Pozzacchio ed al Comune di Trambileno, il Festival “Tra le rocce e il cielo” ha proposto a tutti una imprendibile anteprima, arricchita da animazioni e proiezioni.

Nel 2004 un’equipe di storici ed etnografi ha intervistato gli anziani del paese di Pozzacchio, i quali hanno raccontato la storia del paese e del forte: dalla memoria dei loro genitori sfollati in Moravia, al ricordo dei nonni e dei padri mandati in Galizia a combattere per l’Impero, fino ai vivissimi ricordi di quando anche loro – da bambini – frequentavano il forte per pascolare le capre o fare fieno e legna.



venerdì 24 agosto 2012

LA DIGA E’ UNA COSA MERAVIGLIOSA, SPETTACOLO IN PRIMA ASSOLUTA A TRA LE ROCCE E IL CIELO



Un vero piccolo grande musical, con una protagonista insolita: la diga di Speccheri in Vallarsa, opera ormai entrata nella storia della vallata e della sua gente, che viene cantata in uno spettacolo che aprirà, giovedì 30 agosto, “TRA LE ROCCE E IL CIELO”, il festival della montagna che si svolge in Vallarsa dal 30 agosto al 2 settembre 2012.

L'idea è partita da Gigi Zoppello, giornalista e scrittore, proprio in occasione del festival di due anni fa: «La riunione serale dei collaboratori terminò fra brindisi e fette di salame nella ex scuola di Obra. Poi, all'uscita, vidi nella notte lo spettacolo della diga illuminata dall'altra parte della valle. Era quasi una visione magica, che mi ha conquistato. Da allora ho iniziato a informarmi e a saperne di più sulla diga, la sua storia, le vicende della costruzione».
Due anni dopo, con “LA DIGA È UNA COSA MERAVIGLIOSA”, quel sogno diventa uno spettacolo: «Ho raccolto fotografie, testimonianze, racconti. Avevo pensato di portare in scena tutto questo materiale, e avevo in mente anche gli ottimi film documentari che sono usciti negli ultimi anni sull'epopea delle centrali idroelettriche trentine. Poi l'incontro con il regista e lighting show designer Mariano De Tassis mi ha fatto capire che si poteva fare molto di più, ed in un modo ancora più entusiasmante. Se dev'essere spettacolo, che spettacolo sia».
Ogni famiglia della Vallarsa ha un ricordo legato alla diga di Speccheri: molti hanno avuto un nonno o un padre che ci ha lavorato; altri hanno visto nascere quella muraglia proprio sopra casa loro; altri ancora la vedono dalla finestra di casa ogni giorno. «Ma soprattutto la diga è un'opera che racconta in tutta la sua imponenza un periodo storico, la seconda metà degli anni Cinquanta, che fu l'avvio del “boom” economico italiano».
«Ho deciso di portare sul palco un gruppo musicale dal vivo – spiega il regista Mariano De Tassis – con musiche originali dell'epoca. Il testo parla degli anni Cinquanta (la diga fu costruita fra il 1955 ed il 1959) e quindi abbiamo costruito una vera colonna sonora d'epoca. Ma le sorprese saranno molte».
Ovviamente De Tassis – che ha “firmato” anche la regia della cerimonia conclusiva dei Campionati Mondiali di Arrampicata di Arco nel 2011 – è uno specialista nell'uso della luce e delle immagini. E quindi lo show di apertura del Festival “Tra le rocce e il cielo” del 30 agosto si preannuncia davvero unico.
«Dentro questo testo – spiega ancora Zoppello – ho messo una parte dei miei ricordi, l'epopea dei cantieri edili nei quali lavorava mio padre, e quel sapore unico e irripetibile della vita povera ma piena di prospettive che abbiamo vissuto noi che siamo Born in the Fifties, cioè nati negli anni Cinquanta, come cantava Sting. Ma il risultato finale è andato oltre mia più grande aspettativa, il testo è diventato un vero spettacolo grazie a fior di professionisti. Una piccola grande produzione tutta trentina di cui andare orgogliosi. Ci sono tutti gli elementi, la memoria, la luce, l'economia. Ed è una celebrazione di una valle intera. Ho avuto modo di conoscere la Vallarsa solo pochi anni fa e sono rimasto affascinato. Ogni tanto mi chiedo perché non me ne sono innamorato prima».

“La diga è una cosa meravigliosa”,  su testo di Gigi Zoppello,  vede regia, video, luci e scenografie di Mariano De Tassis, musiche originali di Carlo Casillo. Con Giovanni Betti (voce e guitar), Lisa Bergamo (voce), Carlo Casillo (voce e guitar), Michele “Mike” Bottiglieri (contrabasso), Mariano De Tassis (batteria), Robin Scott Much (sax tenore) e gli attori Giacomo Anderle e Alessio Kogoj.
Va in scena giovedì 30 agosto 2012 al tendone di Riva di Vallarsa, alle ore 20,45. Ingresso libero e gratuito.

Lo spettacolo è realizzato grazie alla preziosa collaborazione di Agsm Verona, che si è fin da subito resa disponibile a collaborare al progetto, e che ha messo a disposizione il ricchissimo patrimonio filmico, documentario e fotografico dei suoi archivi; e grazie al generoso contributo della Fondazione Caritro. All’evento è collegata la mostra, realizzata dalla Fondazione Museo Storico del Trentino in collaborazione con Accademia della Montagna del Trentino e Agsm Verona, “ALL’OMBRA DELLA DIGA” che sarà inaugurata a Bruni di Vallarsa il 30 agosto.

Per domande o chiarimenti sullo spettacolo, o per interviste, Gigi Zoppello è a disposizione al numero 340.9666068.
Stefania Costa
costa_stefania@yahoo.it