martedì 21 aprile 2015

Obbiettivo forte, il concorso fotografico a premi


In occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, il concorso fotografico collegato al Festival Culturale “Tra le rocce e il cielo” 2015 avrà come tema i forti.
Durante la Prima Guerra Mondiale il fronte italiano era punteggiato da un numero notevole di forti, opere ingegneristiche difensive che saranno, assieme alla trincea, uno dei lasciti più evidenti di questo periodo tribolato. Il concorso mira a stimolare una riscoperta di questi luoghi, e pertanto non saranno ammesse al concorso foto d’epoca, ma solo scatti che ritraggano, anche in maniera artistica, i fortilizi a cento anni dallo scoppio del conflitto.

Il concorso sarà aperto a tutti e ad iscrizione gratuita. I concorrenti dovranno inviare una fotografia, in formato digitale, all’indirizzo di posta elettronica concorso@tralerocceeilcielo.it unitamente al modulo d’iscrizione, dati anagrafici ed accettazione di regole di trattamento dati personali e del regolamento del concorso.



Il concorso si articolerà in due fasi. La prima, Social Network, inizierà in data 15 giugno 2015, quando le foto selezionate verranno pubblicate sulla pagina Facebook ufficiale del Festival, e potranno essere votate dal pubblico mettendo “mi piace”. Le 10 fotografie che riceveranno più consensi in questa fase verranno esposte all’interno della mostra dedicata del Festival. La fotografia più votata, inoltre, si aggiudicherà il premio Miglior Fotografia Social, del valore di 100 euro.

La seconda fase sarà invece condotta dalla giuria del concorso che avrà il compito di selezionare le foto dare un giudizio di carattere estetico e di originalità degli scatti pervenuti. I primi 20 verranno selezionati per essere esposti nella stessa mostra che ospiterà i 10 provenienti dalla fase Social. I primi tre classificati verranno premiati con premi da 250, 150 e 100 euro.

Un ulteriore premio, consistente in un cesto di prodotti tipici locali, verrà inoltre assegnato da parte del pubblico della mostra, che potrà votare per tutta la durata dell’esposizione, dal 4 al 23 agosto 2015 al museo della Civiltà contadina di Vallarsa, lo scatto preferito.

La proclamazione dei vincitori delle varie categorie e la premiazione del concorso avverranno congiuntamente con l’ultima giornata del Festival Culturale “Tra le rocce e il cielo” il giorno 23 agosto 2015.



venerdì 27 marzo 2015

"Obiettivo Forte" - Il concorso fotografico

Dopo il successo dello scorso anno l'associazione Tra le Rocece e il Cielo torna a proporre un concorso fotografico a premi.
Si intitola OBIETTIVO FORTE – le macchine della grande guerra

Oggetto degli scatti che potranno partecipare al concorso sono i luoghi fortificati del primo conflitto mondiale. Lungo le Alpi la Grande Guerra ha lasciato tracce visibili ancora oggi. Sono state costruite opere ingegneristiche ed architettoniche pensate per la difesa del territorio. Tema del presente concorso sono proprio i forti, strutture abitative della guerra, in parte recuperati in parte abbandonati, visibili ancora oggi sul territorio.

Sono ritenuti ammissibili al concorso scatti che abbiano come soggetto forti e avamposti della Grande Guerra di qualsiasi tipo e bandiera, sparsi lungo la linea della prima guerra mondiale.

La rappresentazione fotografica ha libera interpretazione dal punto di vista artistico e compositivo, purché vengano rispettate le tematiche riconducibili alla grande guerra, ad una fortificazione fissa (anche tracce) e alla montagna che, pur se non rappresentati nell’immagine, devono tutti risultare riconoscibili nell’immagine proposta.



Tra le opere selezionate le 10 più votate su Facebook e le 20 scelte dalla giuria d'esperti finiranno in mostra.

Scopri il regolamento del concorso



martedì 17 marzo 2015

Aspettando il festival 2015

Abbiamo lavorato al programma del nuovo Festival della montagna vissuta con consapevolezza.
Con questa immagine vi diamo qualche prima informazione. 
Inaniztutto le date:
TRA LE ROCCE e IL CIELO si svolgerà in Vallarsa dal 20 al 23 agosto.
Ma ci saranno altri due importanti appuntamenti prima del festival, entrambi a Forte Pozzacchio, che verrà inaugurato proprio questa estate: il 24 maggio e il 14 agosto.
E poi le parole chiave della nuova edizione. Per ora vi lasciamo così....
a presto



venerdì 12 dicembre 2014

La danza delle falene

Questo video è un assaggio della Danza delle falene - I tre capelli d'oro, performance di Paola Farinati e Osvaldo Maffei, svolta all'interno del Museo della Civiltà contadina dell'ultima edizione del Festival tra le Rocce e il Cielo.

lunedì 24 novembre 2014

“MATTI PER LA NEVE La percezione e la prevenzione del pericolo da valanga”

Bollettini delle neve, valutazioni di rischio valanghe, informazioni diramate dal Web, da radio e televisioni e dalla carta stampata. Uso della tecnologia, miglioramento della capacità di autosoccorso. Sembrerebbero soluzione adeguate, le migliori in assoluto per evitare gli incidenti nell’ambiente della montagna innevata. Eppure non basta. La gente continua a rimanere vittima della caduta di valanghe. Anzi, a causa dell’aumento di sci alpinisti e ciaspolatori (sulle Alpi i patiti delle racchette da neve contano 410 mila praticanti, mentre lo scialpinismo vanta circa 200 mila appassionati.) il numero degli incidenti è costante in aumento, anche se il numero dei decessi, grazie anche alla preparazione e all’utilizzo di nuovi e più appropriati strumenti, è sceso rispetto al passato. Tuttavia – cosa che fa riflettere – tra le vittime compaiono anche guide alpine e professionisti della montagna.

Un recente studio, voluto e finanziato dall’Accademia della Montagna, all’interno di un progetto pluriennale dedicato al rischio valanghe che ha coinvolto a vario titolo le università di Trento, Padova e Verona, oltre alla Fondazione Bruno Kessler, ha evidenziato due importanti errori cognitivi rilevabili nel comportamento di quanti decidono di esporsi a situazioni pericolose: l’Overconfidence, cioè la convinzione di sapere più di quanto effettivamente si sappia., e l’attitudine al Risk Taking, ovvero la propensione a mettere in atto comportamenti rischiosi.



Nel primo caso, a detta dei ricercatori, l’errore sarebbe imperniato sull’illusione di poter tenere sotto controllo eventi del tutto accidentali, e inoltre denuncia un eccesso di sicurezza e la pretesa di aver assimilato una conoscenza approfondita dell’ambiente montano. Nel secondo caso, l’errore sarebbe dovuto alla sottovalutazione della probabilità che si possa incorrere in eventi negativi, ma anche alla propensione individuale a mettere in atto comportamenti rischio.

Dunque, secondo i risultati dello studio intrapreso dall’Accademia della Montagna, il comportamento di parte dei frequentatori della montagna invernale a scopo ludico deve essere messo in relazione ciò che avviene nella mente delle persone in determinate situazioni, e avrebbe luogo indipendentemente dalle informazioni in possesso, che oggi risultano essere assai attendibili nel merito. La ricerca ha inoltre dimostrato che più del 70 per cento degli escursionisti della montagna invernale risulta “overconfident” e perciò inconsapevole dei rischi assunti.

Com’è dunque possibile rimediare a una situazione del genere? È sufficiente dar vita a una svolta nel campo della comunicazione e dell’informazione specializzata, oppure bisogna pensare ad altri strumenti? E come si può operare, in termini culturali, per contribuire a mutare atteggiamenti sempre più diffusi nel mondo degli sci alpinisti e dei ciaspolatori. E infine, quali potrebbero essere gli attori da coinvolgere in un’operazione capace di modificare in profondità l’immaginario diffuso dei frequentatori della montagna invernale?

Se ne parlerà a Trento, martedì 2 dicembre 2014, in un convegno internazionale - dal titolo “MATTI PER LA NEVE La percezione e la prevenzione del pericolo da valanga” - a cui sono stati invitati alcuni dei più noti studiosi dei fenomeni valanghivi (tra gli altri è atteso anche Werner Munter, un’autorità indiscussa nel campo delle valanghe), oltre a psicologi cognitivisti, filosofi, alpinisti di fama, tecnici del Soccorso alpino e dell’Aineva, meteorologi, guide alpine e istruttori di scialpinismo.



Durante l’incontro si proverà a ipotizzare un ventaglio di possibili soluzioni a un problema ormai non più dirimibile, visto il trend di frequentazione della montagna innevata al di là dei percorsi battuti e delle piste per lo sci alpino..

Vedi il programma su mattiperlaneve.com

sabato 22 novembre 2014

Eventi estremi e gestione dei rischi nel clima che cambia




 Roberto Barbiero - Eventi estremi e gestione dei rischi nel clima che cambia

ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA
Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi

Teatro Comunale

S. Anna di Vallarsa (TN), Sabato 23 agosto 2014

Il clima che cambia. Studiare il passato per essere pronti al futuro


giovedì 20 novembre 2014

Il tempo delle mezze stagioni: un viaggio al di fuori dei luoghi comuni




Marco Avanzini geologo del MUSE - Il tempo delle mezze stagioni: un viaggio al di fuori dei luoghi comuni

ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA
Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi

Teatro Comunale

S. Anna di Vallarsa (TN), Sabato 23 agosto 2014

Il clima che cambia. Studiare il passato per essere pronti al futuro



martedì 18 novembre 2014

Ghiacciai, un libro che racconta di clima, montagne e uomini che cambiano




Christian Casarotto, glaciologo del MUSE nel suo intervento Ghiacciai, un libro che racconta di climi, montagne e uomini che cambiano 


ABITARE LA MONTAGNA CHE CAMBIA
Mutamenti climatici e nuovi modi di vivere le Alpi

Teatro Comunale

S. Anna di Vallarsa (TN), Sabato 23 agosto 2014

Il clima che cambia. Studiare il passato per essere pronti al futuro


domenica 16 novembre 2014

Occorre dare attenzione maggiore alle minoranze linguistiche nel contesto della modernità. Intevista a Claudia Marchesoli

Creare un database linguistico per non perdere le parole della lingua mochena e insegnare la lingua a chi parla con i turisti è un modo per continuare a far vivere il mocheno. Importante è coltivare il linguaggio veloce e non mediato, anche i social network possono avere la loro funzione. Ce lo racconta Claudia Marchesoli dell'Istituto culturale mocheno.
Occorre dare attenzione maggiore alle minoranze linguistiche nel contesto della modernità.





domenica 9 novembre 2014

Mia memoria, soldati Trentini nella Prima Guerra Mondiale

Mia Memoria è lo spettacolo che ha chiuso l'edizione 2014 del Festival TRA LE ROCCE E IL CIELO.
Diari e lettere dei soldati trentini - raccolti nel volume di Quinto Antonelli "I dimenticati della Grande Guerra" - La memoria dei combattenti trentini (1914-1920)" - diventano uno spettacolo scritto e interpretato da Amedeo Savoia, intende contribuire a far conoscere queste storie dimenticate, dando corpo alle voci di questa umanità singolare, con l’aiuto della musica klezmer del gruppo T.T.T. express (Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania) di Renato Morelli, e con la proiezione multimediale di un vasto archivio di foto e filmati d’epoca. I Cantori da Vermei,  con i loro canti popolari della tradizione trentina hanno fatto da contrappunto alla musica multietnica dei T.T.T., accompagnando la narrazione di questi frammenti di vite dimenticate.
Ne parlano Renato Morelli, il direttore della Fondazione Museo Storico Giuseppe Ferrandi e il critico d'arte Mario Cossali che riflettono sulla Grande Guerra, cosa è stata, cosa ci ha insegnato e su Tra le Rocce e il Cielo "Festival della montagna, della musica, della poesie, della cultura, di riflessione antropologica".