Un futuro sulle Alpi. Un seminario e un workshop per parlare del lavoro in montagna
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sabato 1 febbraio 2014
martedì 7 gennaio 2014
Albe in malga, un progetto per conoscere il territorio. Intervista a Alisabetta Nardelli
Alzarsi all'alba, raccogliere il bestiame al pascolo, portarlo in malga, preparare i prodotti per la colazione. Prendersi il tempo per conoscere il territorio, adeguandosi ai tempi della malga per vivere un esperienza autentica.
Elisabetta Nardelli (Trentino Sviluppa spa) racconta il progetto "Albe in malga".
Elisabetta Nardelli (Trentino Sviluppa spa) racconta il progetto "Albe in malga".
domenica 25 agosto 2013
“Un futuro sulle Alpi” un convegno e dei workshop per esplorare le possibilità di lavoro offerte dai territori di montagna
In questo particolare momento di crisi
economica e lavorativa
il festival Tra le rocce e il cielo
cerca di esplorare quali sono le possibilità offerte dai territori di montagna.
Nella giornata dedicata alla vita in montagna, venerdì 30 agosto, il festival
ospiterà un convegno e una serie di
workshop dedicati ai lavori della montagna. “UN FUTURO SULLE ALPI.
Creare occupazione per tornare alla montagna” è un incontro pensato per fare il punto della situazione ma anche offrire possibilità ed esperienze di
confronto a coloro che vorrebbero approcciarsi a una di queste attività. A
raccontarci di cosa si tratta, l’organizzatrice Anna Pasquali.
- La montagna può essere una cosa che favorisce il lavoro o può essere un ostacolo?
Io credo che questa
sia un’occasione per parlarne. La montagna viene spesso associata
all’isolamento, alla non possibilità. In realtà questa giornata è stata pensata
proprio come ripensamento sul ruolo che alcuni lavori di montagna possono avere
nella nostra società. Un momento di valorizzazione. Dedicheremo un’intera
giornata a parlare di questi temi, lo faremo attraverso un convegno al mattino
nel quale cercheremo di dare degli strumenti semplici e il più possibile
ordinati a coloro che si stanno avvicinando al lavoro in montagna, sotto più
profili. Poi vorremmo approfondire alcune tematiche nei workshop del
pomeriggio. In particolare abbiamo cercato di organizzare quattro momenti di
carattere labratoriale nel pomeriggio, dedicate a quattro figure professionali:
l’azienda agricola, l’accoglienza, il lavoro in malga e l’accompagnamento
all’aperto. Per gestire questi momenti di laboratorio coinvolgeremo alcuni
moderatori, tecnici, capaci di moderare un po’ il dibattito e invitando dei
testimoni capaci di raccontare la loro esperienza.
- Chi sono i
destinatari di questa giornata?
Chiaramente in
questo momento particolare abbiamo pensato che ragionare su questi temi può
essere particolarmente utile per le persone giovani, le donne, i ragazzi che
stanno cercando una soluzione lavorativa in montagna, magari senza spostarsi
nel fondovalle. Da un lato quindi i neo arrivati che vogliono qualche
informazione pratica, dall’altro crediamo che sia una buona occasione per
lasciare che persone che già lavorano nel settore, facciano rete, conoscano
altre esperienze e possano confrontarsi. Un momento di ampio respiro, per tutti
gli amanti della montagna e per chi vuole inventarsi un lavoro.
- La montagna storicamente ha sempre avuto i lavori
propri, specifici e dall’altra parte è sempre dovuta dipendere da altri luoghi.
Oggi questa cosa è superata, o si ritrova anche oggi, alla luce delle nuove
tecnologie, internet ecc?
La mia impressione
è che grazie alle nuove tecnologie, come internet ma anche la possibilità di un
maggiore spostamento, la differenza tra montagna e fondovalle sta diventando
sempre più leggera, più superabile. Forse è necessario ragionare un po’ su
questi temi per capire come i due mondi non sono poi completamente opposti anzi
a volte è il fondovalle che deve venire a conoscere la montagna.
Per
capire di cosa si parlerà nei Workshop, un breve confronto con due dei
moderatori:
FRANCESCO GUBERT
Tecnico
dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, esperto soprattutto di
zootecnia e lavoro in malga, partecipa al workshop del 30 agosto moderando il
workshop dedicato all’argomento.
ALESSANDRO BEBER
Guida alpina,
porterà la sua esperienza legata alla conoscenza del territorio e
all’accompagnamento, importante risorsa dal punto di vista turistico
applicabile anche in zone marginali come quella di Vallarsa, che può aprire
prospettive anche di lavoro.
Massimo Plazzer
mplazzer@gmail.com
giovedì 22 agosto 2013
Il lavoro in montagna protagonista a "Tra le Rocce e il Cielo"
La
crisi mondiale degli ultimi anni ha spinto molte persone a riconsiderare nello
sviluppo della propria vita professionale il recupero di mestieri perduti.
Mentre nella prima Rivoluzione industriale le campagne si svuotavano per
riempire gli agglomerati urbani alla disperata ricerca di un lavoro, lo
scompaginamento del tessuto produttivo assestatosi nell’ultimo dopoguerra sta
originando un fenomeno opposto, magari minoritario, ma di crescente interesse:
il ripopolamento delle zone montane, con l’avviamento di attività legate alla
tradizione: allevamento e agricoltura, per fare due esempi tipici, stanno
tornando settori appetibili, sia per la possibilità di ricavi e redditi in un
momento di depressione economica, sia per la prospettiva di una vita più a
contatto con l’ambiente naturale.
Oltre
queste ci sono anche altre opportunità
che la montagna offre dal punto di vista lavorativo: l’ospitalità turistica
ad esempio, o le attività all’aria aperta.
Proprio
per analizzare queste possibilità lavorative nelle “terre alte” nasce “UN
FUTURO SULLE ALPI. Creare occupazione per tornare alla montagna”, incontro con
cui TRA LE ROCCE E IL CIELO, il Festival della montagna vissuta
in consapevolezza, che si svolge in Vallarsa
(TN) dal 29 agosto al 1 settembre tratta
il tema attualissimo del lavoro, offrendo strumenti pratici a chi
sta pensando di avviare un’attività in montagna, a chi si è già rimboccato le
maniche e ne vuole sapere di più, a chi cerca il dialogo con altre esperienze,
agli appassionati di montagna.
Venerdì 30 agosto, in Vallarsa, nella giornata che il Festival dedica alla Vita in Montagna, UN FUTURO SULLE ALPI Creare occupazione per tornare alla montagna, si dividerà in due momenti.
Al mattino, a partire dalle 9 al Tendone di Riva si potrà seguire un seminario che fornirà un piccolo “kit” per orientarsi nel quadro normativo e nei contributi a supporto delle attività montane, con uno sguardo verso l'Europa. Si parlerà delle opportunità formative, degli strumenti per raccontare e raccontarsi con testimonianze e sguardi dalle Alpi, lontane e vicine.
Il pomeriggio, dalle 15, ci saranno 4 diversi workshops che si concentreranno su alcuni mestieri di montagna partendo dalla voce dei loro protagonisti. Gestire una malga, condurre un'azienda agricola, lavorare nell'accoglienza turistica, organizzare attività outdoor e altre vie per lavorare e vivere in montagna. In gruppi si potrà riflettere e confrontarsi su luci e ombre di un'occupazione e di una scelta di vita.
Ai laboratori, che si svolgeranno in luoghi
vari della valle, possono partecipare al massimo 25 persone. Occorre iscriversi
all’indirizzo proloco.vallarsa@gmail.com e al numero 3341330576. Quota
d’iscrizione 5 euro.
Il
progetto “Montagna e Lavoro: un’alleanza per il futuro delle Alpi”, realizzato
grazie al prezioso contributo di Fondazione Caritro, che ha visto collaborare l’associazione Tra le
Rocce e il Cielo – in partnership con Accademia della Montagna
del Trentino - con la ProLoco di Vallarsa,
oltre alla giornata di formazione prevede anche degli appuntamenti
culturali sul tema del lavoro in montagna.
La
giornata del 30 agosto si
concluderà, a partire dalle 21 al teatro comunale di S.Anna, con lo
spettacolo teatrale prodotto dall’Associazione culturale ATTI di Vezzano e
sostenuto dall’Ufficio Emigrazione della Provincia Autonoma di Trento: “Come un fiume. Viaggiatori dell’Impero.
Ieri emigranti, oggi cittadini d’Europa”.
La
rappresentazione, scandita dalle musiche e dai canti del gruppo TTT Express.
Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania del etnomusicologo Renato Morelli, affronta il tema del lavoro in
montagna in prospettiva storica e racconta le migrazioni di fine Ottocento dei
trentini verso le aree più remote dell'Impero, contadini e lavoratori di
montagna a servizio di altri territori, altri padroni e altre culture.
Il
giorno seguente, sabato 31 agosto, sempre al Teatro di S.Anna, alle 17.30, verrà proiettato il film “MINÖR/MINATORI” (45' - 2010) che racconta
gli ultimi giorni di attività dell'ultima miniera del Trentino-Alto Adige, a
Darzo di Storo, grazie alle parole e i volti dei protagonisti. Alla proiezione
del film, prodotto da Provincia autonoma di Trento, interverranno la regista
Micol Cossali e Lara Casagrande, collaboratrice della Sezione di Geologia del
MUSE.
Stefania Costa
costa_stefania@yahoo.it
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