giovedì 21 gennaio 2016

Il matrimonio di mio fratello












Il matrimonio di mio fratello

Autore: Enrico Brizzi
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Editore: Mondadori
ISBN 978-88-04-65236-6
Euro 22,00
Formato: 16 x 24 cm
Pagine: 498









Sono abbastanza rari i romanzi che hanno la montagna come protagonista, o come ambiente di svolgimento delle vicende narrate, per lo più i protagonisti sono guardaparchi, forestali, guide alpine, maestri di sci o alpinisti incalliti, una serie di personaggi spesso scontati e stereotipati che omologano i racconti e spesso li rendono quasi sovrapponibili, poca fantasia insomma…

Oppure ambienti popolati di cuculi, camosci, orsi, selvaggina varia e maestosi alberi, anche qui omologazione semi totale…

Il matrimonio di mio fratello rompe tutti gli schemi: non è un romanzo di montagna, è un romanzo con la montagna, dove essa fa da quinta teatrale ad una vicenda che, pagina dopo pagina, riesce a catturare il lettore, magari un poco intimidito dalla mole non proprio tascabile del libro.

Enrico Brizzi è stato colpito da un successo folgorante al suo primo e stra famosissimo libro: Jack Frusciante è uscito dal gruppo 20 anni fa, a soli 20 anni di età e da allora il suo successo si è consolidato e reso inossidabile.

I protagonisti sono i membri di una famiglia piccolo borghese, madre, padre e due fratelli e la vicenda si svolge su due piani temporali differenti: il primo vede il viaggio del minore alla spasmodica ricerca del maggiore, con l'incombente e potenziale dramma della disperazione di quest'ultimo; il secondo piano temporale è la storia di questa famiglia, vista dagli occhi del fratello più piccolo, a partire dall'infanzia, passando per adolescenza, gioventù ed età matura.

Il legame tra i due fratelli è profondo, ma anche di rivalità, specie per una sofferta inferiorità interiore del più piccolo nei confronti del maggiore, sempre migliore e apparentemente più intelligente; un dualismo reale per tantissime coppie di fratelli.

E cosa c'entra la montagna, si domanderà il nostro lettore? Max, il maggiore, ne è innamorato fin da bambino fin dalle sue vacanze estive in Trentino, un amore che aumenta di anno in anno e lo porta ad abbandonare i brillanti studi per fare l'accompagnatore prima e la guida alpina poi, e tentare anche una prima invernale sul terribile Nanga Parbat, operazione fallita che sconvolge la vita di Max.

A fare da sfondo alle vicende della famiglia dei protagonisti, ci sono gli avvenimenti dell'Italia di allora: le stragi di mafia, tangentopoli, la lotta alla corruzione, dalla quale anche essi vengono sfiorati. Chi non è di primo pelo riuscirà a identificarsi nelle vicende.

Il finale ci mostra come la montagna, spesso accusata di essere assassina e di ghermire vite umane a più non posso, si possa rivelare invece la medicina che può placare gli animi esacerbati e feriti dalle vicende umane, un luogo dove ritrovare la propria identità e curare le proprie ferite, sia fisiche che spirituali…

Brizzi non è un alpinista, ma è un grande camminatore: ha percorso l'intera Via Francigena da Canterbury a Roma, così come i cammini di Santiago e di Gerusalemme, non tralasciando di attraversare integralmente l'Italia dall'Alto Adige alla Sicilia. E poi in ultimo ricordiamo che è anche il presidente della Giuria del Premio ITAS di Trento.



Filippo Zolezzi

domenica 20 dicembre 2015

I villaggi dai rami di rovo



I villaggi dai rami di rovo
Viaggio nel Trentino del terzo millennio

Autore: Alberto Folgheraiter
Collana: Storia & Memoria
Editore: Curcu & Genovese
ISBN 978-88-6876-091-5
Euro 35,00
Formato: 24 x 30 cm
Pagine: 256




E sono tre…
Sono tre i libri che Alberto Folgheraiter ha dedicato ai villaggi marginali o abbandonati del Trentino…

Insieme all'inseparabile Gianni Zotta, maestro dell'immagine e fotografo espertissimo, ha girato per anni nei posti più dimenticati del Trentino, raccogliendo testimonianze e fotografie di luoghi oramai abbandonati, o in in via di abbandono.
I primi due sono intitolati i villaggi dei camini spenti. Viaggio nella periferia del Trentino del terzo millennio e parlano dell'abbandono di questi posti, (un tempo gli abitanti dei paesi si misuravano  a focolari domestici…).

Questo terzo invece è dedicato al ritorno ai camini spenti, che si riaccendono, anzi non più e non solo “camini spenti” nel Trentino del Terzo millennio., ma posti ritrovati che vedono un ritorno di abitanti.
Si intitola “villaggi dai rami di rovo”dove si tagliano rami e si estirpano rovi, ma la realtà comunque appare differente dall'abbandono precedente: si tagliano i rovi, ma si ergono recinti e divisioni, in un'interpretazione del territorio e della vita su di esso molto differente dal modo di vivere al momento dell'abbandono precedente, a volte un ritorno meramente fittizio e non dovuto a effettivi ritorni, ma solo a espedienti tributari.




La coppia Folgheraiter-Zotta sforna opere stupende: l'occhio di Zotta  cattura immagini stupende e significative, i test e la ricerca etno-storiografica di Folgheraiter ci mostrano una realtà che non è semplice nostalgia a base di melassa mentale a base di nostalgia di commiserazione retorica per il passato, ma realistica ricostruzione di un mondo sparito, ma ancora vivo nei cuori dei pochi sopravvissuti.

Alberto dimostra di essere un giornalista "vero", non un semplice passa veline o navigatore di notizie presenti su internet, la sua curiosità lo porta a cercare e ricercare, a scavare dove si nota la purché minima traccia di qualche cosa di interessante, che appartiene  al passato, ma che può essere riportata al presente.

Non si pensi che questa serie di opere interessi solo il lettore locale trentino, testi e immagini si possono applicare a tutte le regioni italiane e costituiscono lettura universale, anche se legate a realtà locali, chi avrà la fortuna di sfogliare le tre opere entrerà nella propria cultura, potrà conoscere il proprio passato, se pur sfrondato dagli elementi accessori particolari, per dire come San Tommaso di Aquino, tolti gli accidenti, differenti, la sostanza resta simile e unica.
Come ultima cosa, ci piace rilevare come questo ultimo volume abbia intrapreso la strada della speranza, dopo l'abbandono, l'inizio del ritorno e speriamo che che non sia un fenomeno passeggero, ma una vera riscoperta delle proprie radici...



Filippo Zolezzi

giovedì 17 dicembre 2015

LETTURE D'ALTA QUOTA: le recensioni di Filippo Zolezzi per Tra le Rocce e il Cielo

Una novità che porta una ventata d’aria fresca, aria cristallina, aria pungente, aria sana… aria di montagna

Inizia la collaborazione di Filippo Zolezzi con Tra le Rocce e il Cielo: le sue recensioni diventeranno un appuntamento fisso con la rubrica LETTURE D'ALTA QUOTA. Saranno pubblicate sul nostro sito, sul nostro blog e newsletter periodica.

Nato a Genova città di mare ma appassionato di montagna, Filippo Zolezzi è lettore di libri d’alta quota quasi per professione. Si è dedicato alle montagne di carta e ha recensito oltre 2000 libri, tra racconti, saggi e guide.

Filippo Zolezzi da quasi 10 anni commenta e interpreta per noi lettori opere di montagna, prima per un sito del CAI, poi su Alpinia.net dal 2002.

Recensire libri di montagna è ciò che gli ha permesso di conciliare e amplificare le sue due grandi passioni, la montagna e i libri.

Seguirlo ci porterà a conoscere testi che parlano di monti, di luoghi, di popoli di montagna, di cultura alpina… sempre nuovi, interessanti e appassionanti.





“Un libro di montagna permette di visitare luoghi che forse non si potranno mai vedere di persona, di viaggiare con la fantasia, di osservare posti meravigliosi senza alzarsi dalla poltrona del proprio salotto, oppure di pianificare un'escursione piacevole o un'ascensione impegnativa.”

Filippo Zolezzi












Sarà un’appuntamento da non perdere. Un’occasione preziosa per restare sempre al passo con le novità editoriali che parlano di montagna.






lunedì 30 novembre 2015

La propaganda a misura di bambini e ragazzi: la Grande Guerra del "Corriere dei Piccoli" 1914 - 1919

Inaugurata il 29 novembre a Cison di Valmarino la mostra "La Grande Guerra del Corriere dei Piccoli 1914 - 1919" che rimarrà visitabile per tutto il mese di dicembre 2015!

La mostra fa luce sul canale propagandistico che passa attraverso l'attenzione dei più giovani, giocando con rappresentazioni e racconti per educarli alla guerra.

Una mostra che racconta e illustra la mobilitazione dell'infanzia nel primo conflitto mondiale attraverso le pagine del "Corrierino dei Piccoli", supplemento del "Corriere della Sera" pubblicato dal 1908 e dedicato ad un pubblico di bambini e ragazzi.

Durante la prima Guerra Mondiale il giornalino venne utilizzato come strumento per educare i giovani alla guerra e come arma di propaganda.

Rubriche, racconti, tavole illustrate popolate di personaggi come Schizzo, Italino, Tofoletto, Panciavuota, Didì, Abetino... 





La mostra nasce da un'idea di Gregorio Pezzato, Capogruppo del Gruppo Alpini di Vallarsa.

Il ricercatore storico Nicola Spagnolli ha curato la mostra, il progetto grafico è di Lucia Marana.

Il progetto è stato realizzato grazie alla partnership tra l'associazione culturale Tra le Rocce e il Cielo e l'Accademia della Montagna del Trentino, con il contributo della Fondazione Caritro.


Per un'anteprima della mostra, vai al sito di Tra le Rocce e il Cielo


Puoi visitare la mostra dall'1 al 31 dicembre 2015 presso l'atrio della Sede Municipale:
dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12.30
la domenica e il giorno 8 dicembre dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15.30 alle 18.30



martedì 17 novembre 2015

Uno spettacolo che non si dimentica: I CROCEVIA DELLE COSCIENZE, Storia di un disertore




Un soldato lascia la linea del fronte, trova un rifugio, scrive a casa temendo di essere catturato.

Un nonno e una nipote adolescente visitano insieme un Forte della Grande Guerra, chiacchierando tra ricordi di famiglia e grandi valori dell’umanità.

I fatti della storia della Prima Guerra Mondiale e il confronto tra diversi punti di vista, si snodano attraverso un secolo, in un intreccio di piani narrativi e di diversi linguaggi espressivi: musiche dal vivo, cinema, teatro e coralità alpina per interpretare un forte richiamo al valore della pace.


Lo spettatore è immerso in un continuo alternarsi di piani narrativi e di linguaggi artistici magistralmente bilanciato che non concede distrazioni. Il coinvolgimento perdura dall’inizio alla fine dello spettacolo. I sentimenti risvegliati da immagini e dialoghi sono amplificati e accompagnati dal potere dalla musica. La voce di Elisa Amistadi è limpida e fa vibrare anche le corde più intime, mentre il contributo del Coro Pasubio di Vallarsa richiama all’imprescindibile sacralità della montagna, testimone di sofferenze passate. 

Uno spettacolo che bussa alla coscienza, che fa della memoria uno slancio, un impegno per la pace, per la fratellanza, per una convivenza feconda tra i popoli.

L’obiettivo della rappresentazione sta nell’esplorare la storia della Grande Guerra secondo una prospettiva inaspettata ed inusuale, profondamente umana e vicina alla sensibilità moderna e delle giovani generazioni. Riconnettere gli eventi passati alla storia attuale per fornire potenti chiavi di lettura e comprendere ciò che sta accadendo ai giorni nostri. 

In scena, oltre ad un grande schermo su cui verranno proiettate le immagini, un gruppo musicale di grande qualità, formato da Elisa Amistadi alla voce, Luca Tocco alla voce e chitarre, Michele Fanini alle chitarre, Michele Bazzanella al basso elettrico, arrangiamenti e programmazioni e Carlo Nardi alle tastiere e programmazioni. 

I brani che fungeranno da colonna sonora dello spettacolo, sono canzoni di noti autori contemporanei che trattano temi attinenti alla guerra. Per citarne solo alcuni: Bob Dylan, Leonard Cohen, Sting, Peter Gabriel, Mark Knopfler, Simon&Garfunkel. 

Il Coro Pasubio di Vallarsa, diretto da Ivan Cobbe, eseguirà brani del proprio repertorio oltre che brani proposti insieme al gruppo di musicisti. 

Due attori, Enrico Cattani e Maria Giuliana D'Amore, appariranno solo in video, in una sorta d’interpretazione cinematografica della drammatica vicenda del soldato che decide di disertare. 

Altri due attori, Bruno Vanzo e Valeria Simonini, saranno invece in scena. 

I testi sono scritti da Micaela Vettori. 
Il disegno luci è curato da Mariano Detassis. 
Ideatore e regista Paolo Fanini. 


Oltre che nella versione per teatri e spazi all'aperto, lo spettacolo “I CROCEVIA DELLE COSCIENZE Storia di un disertore” è adatto ad essere messo in scena sia all’interno di Forti della Grande Guerra sia in spazi ridotti. Un’occasione per dare un senso e valorizzare i segni indelebili lasciati sul territorio come testimonianza delle ferite passate. 

Lo spettacolo si inserisce perfettamente in contesti di valorizzazione del circuito dei forti trentini, rassegne teatrali, iniziative destinate alle scuole, nell’ambito provinciale ed extraprovinciale.

Le persone coinvolte nella messa in scena teatrale sono 5/6 musicisti, 2 attori, il Coro Pasubio di Vallarsa formato da 27 elementi, il personale tecnico per l'audio e per le luci. 


Per approfondimenti e curiosità sullo spettacolo, visita il sito di Tra le Rocce e il Cielo: 
I CROCEVIA DELLE COSCIENZE, Storia di un disertore

Per vedere alcune fotografie dello spettacolo in scena:
Forte di Pozzacchio, 14 agosto 2015
Campana dei caduti - Rovereto, 23 agosto 2015

Contatti per repliche:
tralerocceeilcielo@gmail.com
392 2272326

sabato 31 ottobre 2015

ALPINISMO E SOLIDARIETA' (album fotografico)




ALPINISMO E SOLIDARIETA'
Il Nepal prima e dopo il terremoto. 
Il 25 aprile 2015 un terremoto scuoteva il Nepal: la montagna e l’alpinismo devono diventare anche il luogo della solidarietà e della ricostruzione
Con Mario Corradini, Kurt Diemberger, Omar Oprandi, Luciano Rocchetti

sabato 24 ottobre 2015

laboratorio - IDROSOMMELIER (album fotografico)




L'acqua è inodore incolore e insapore... sbagliato! E l'abbiamo imparato attraverso una degustazione guidata delle acque dei monti del Trentino

sabato 17 ottobre 2015

laboratorio - VIVI LA MUSICA DAL MONDO (album fotografico)



laboratorio - VIVI LA MUSICA DEL MONDO


Il ritmo coinvolgente delle danze africane con Isabelle Loukoum, gli strumenti musicali boliviani spiegati da Jorge Oscar... ecco come si sperimenta la musica del mondo!

sabato 3 ottobre 2015

CONFLITTI IN MOSTRA (album fotografico)




CONFLITTI IN MOSTRA: OGNI GUERRA E' UNA SCONFITTA


Percorsi tra le mostre della Grande Guerra con Alberto Bregani - IL SEGNO E IL SILENZIO, Andrea Contrini - ECHI NELLA VALLE, Gustavo Corni e Alessandro Chebat - LA GUERRA SUL WEB, il calendario digitale, Gregorio Pezzato - IL VENTO DEGLI OBICI