lunedì 3 agosto 2015

Il sapore delle montagne | menù

IL SAPORE DELLE MONTAGNE: CENA A BASE DI FORMAGGI
giovedì 20 agosto


A cura di Circolo Lamber.
In collaborazione con Trentino per Expo Italia, Slow Food Vallagarina Alto Garda, Concast Trentingrana.

Su prenotazione - presso APT Rovereto e Vallagarina (0464 430363) -, massimo 100 partecipanti. Quota 15 euro adulti, 10 euro bambini.



Menù cena Formaggi Trentini 

carpaccio di carne salada trentina con scaglie di vezzena stagionato

macheroncini al radicchio di Treviso e puzzone di Moena

canederli al formaggio con burro fuso e grana trentino;

polenta rustica con fonduta di casolet,

tosella grigliata di Vallarsa con erbette miste cotte

caffè

vino e acqua

domenica 2 agosto 2015

Alpinismo e solidarietà #1: Intervista a Luciano Rocchetti.

La Provincia Autonoma di Trento, nel corso degli anni, ha migliorato le sua capacità di intervento a sostegno delle popolazioni colpite da calamità. In seguito alla tragedia del terremoto in Nepal, la Provincia si è mobilitata con una campagna di raccolta fondi e con stanziamenti pubblici. Luciano Rocchetti ci racconta come si sta intervenendo e quali progetti si ha in mente per il futuro di quell'area.
Luciano Rocchetti.
Dottor Rocchetti, di cosa si occupa in Provincia di Trento?
Dal 2000 sono il responsabile del settore Solidarietà Internazionale, all’interno del servizio per l’emigrazione e la solidarietà internazionale. Ci occupiamo di tutti i progetti di cooperazione e sviluppo con i paesi in via di sviluppo. Siamo attivi in America Latina, Africa e Asia.


Riguardo al Nepal, che tipo di reazione c’è stata sul momento? Che tipo d’interventi?
La reazione è stata immediata: il terremoto ha avuto luogo il 25 aprile, il conto corrente per la donazione è stato aperto due o tre giorni dopo. Ci sono state anche circostanze fortuite che hanno contribuito a rendere così rapido l’intervento: l’elicotterista della Protezione Civile Pierluigi Rosati era già presente in Nepal per istruire i soccorritori del luogo, e quando c’è stata la prima scossa, si è subito attivato per un mese. Questa reazione è stata così rapida soprattutto perché non abbiamo “scoperto” il Nepal con il terremoto: c’era già una forte presenza di associazioni di volontariato e cooperazione nella zona da parte di trentini. Nello specifico, sette associazioni erano e sono già presenti e affermate, chi da un anno e chi da quasi dieci. Siamo intervenuti, quindi, non su un territorio “vergine” e allo sbaraglio, ma conoscendo il contesto e appoggiandoci a realtà radicate. Gli interventi, infatti, sono ravvicinati fra loro e concentrati nell’area dove il terremoto ha avuto il maggior impatto, e contemporaneamente dove le associazioni erano già presenti. In più, il legame col Nepal è forte per via della montagna, quindi meta di molte spedizioni alpinistiche. La necessità di intervenire è apparsa subito evidente anche per via dei molti trentini che si recano lì per alpinismo. A questo proposito, vorrei rievocare la memoria dei tre alpinisti trentini morti nel terremoto: Oskar Piazza, Renzo benedetti e Marco Pojer. Il loro ricordo è uno degli elementi motivanti dell'impegno Trentino.


Esiste un “modello” trentino di solidarietà?
Non mi spingerei fino a chiamarlo “modello”, perché si può sempre migliorare, però il Trentino è intervenuto in numerose occasioni come il Nepal: penso all’Aquila, ad Haiti, allo tsunami nel sud-est asiatico, e alle Filippine. Tutte queste esperienze ci hanno fatto consolidare un modo di intervenire basato sul fare rete e sul rapporto con le realtà locali e con le associazioni che già operano lì, che hanno rapporti con la popolazione e le autorità locali. Direi che gli elementi fondamentali sono, da un lato, il fare rete qui, in Trentino, fra tutte le realtà sociali ed economiche, e di privilegiare interventi che si appoggino su realtà affermate, non mettendo soldi sull’onda dell’emozione, ma seguendo esperienze pregresse, e competenze specifiche. Ovviamente, subito dopo il terremoto, c’è stato un proliferare d’interventi, di generosità e finanziamenti, ma, come spesso accade, con interventi frammentari e non coordinati: con un po’ di orgoglio il Trentino, invece, ha dimostrato ancora una volta un intervento più consolidato.


Come si è riflessa quest’esperienza acquisita nel progettare l’intervento in Nepal?
Tutta questa esperienza è stata messa a frutto, come ho detto, innanzi tutto facendo rete. È stato subito istituito un tavolo: in esso sono presenti imprenditoria, sindacati, volontariato, tutte le associazioni già presenti in Nepal, e la Protezione Civile. Questo tavolo Trentino-Nepal ha elaborato un protocollo d’intesa su come raccogliere e utilizzare i fondi: c’è una commissione che esamina i progetti, che devono essere legati a realtà in cui le associazioni operano già, ma in cui nessuna delle associazioni è rappresentata, in modo da evitare conflitti d’interesse. In questa commissione di otto persone sono presenti anche la Caritas e la SAT per l’esperienza che possono portare da un lato sul volontariato, e dall’altro sull’alpinismo e l’intervento in zone di montagna. Nessuna di queste associazioni ha presentato progetti sul Nepal, sempre per evitare conflitti d’interesse: il compito di questa commissione è decidere, sulla base dei progetti presentati, dove e come spendere i soldi del conto corrente.


Come siamo messi con la raccolta fondi?
Sul conto corrente, con finanziamenti e donazioni private, sono stati raccolti circa 100.000 euro. Oltre a questi, 50.000 euro sono stati stanziati dalla Provincia, quindi con fondi pubblici. È importante sottolineare che questi fondi, per decisione del tavolo, non possono essere impiegati per spese correnti, ma solo per la fornitura di beni e servizi: tutti i soldi vanno al progetto e all’intervento diretto. Ancora è presto per fare una valutazione d’impatto sugli interventi, però verrà fatta in futuro.


Fino a quando c’è tempo per donare, e come valuta la quantità di denaro raccolta?
Il conto corrente sarà aperto fino a dicembre. Personalmente sono soddisfatto dei fondi raccolti: se pensiamo che siamo in un periodo di crisi, e tirar fuori venti o cinquanta euro non è esattamente banale, aver raccolto 100.000 euro in donazioni private in così poco tempo è più che soddisfacente. Poi teniamo conto che questi sono soltanto i fondi raccolti per gli interventi che deciderà il tavolo Trentino-Nepal: le varie associazioni che sono presenti sul territorio nepalese continuano la loro regolare attività di raccolta fondi, quindi i soldi raccolti per quest’emergenza sono molti di più. Questo è anche importante perché l’intervento della Provincia non vuole sostituirsi o imporsi alle associazioni, tutt’altro: vuole aiutare e dare una cornice comune, ma è giusto che le associazioni che operano sul territorio proseguano con la loro attività autonoma.


Che tipo d’interventi sono stati finanziati fino ad ora?
Fino ad ora gli interventi finanziati sono cinque, per un totale di circa 90.000 euro. Questi sono quasi tutti interventi di primissima emergenza: abbiamo la costruzione di campi con tende, la distribuzione di cibo, vestiti e coperte, e la distribuzione di generatori per l’energia elettrica. Un solo progetto è più “ibrido”, a metà fra la prima e la “seconda” emergenza: si tratta della distribuzione di fabbricati da assemblare in loco, quindi di materiali già pronti per essere assemblati e trasformati in rifugi. Questo progetto, però, è importante perché è indirizzato a una comunità tibetana in esilio: queste persone non sono riconosciute dal Nepal, quindi non hanno documenti e, in queste situazioni di crisi vivono una doppia emergenza.


Che tipo d’interventi ulteriori sono in programma?
L’idea della commissione è stata quella di destinare metà dei fondi raccolti a questi interventi di primissima emergenza, e l’altra metà a interventi di ricostruzione. Ad oggi il rapporto non è esattamente della metà, ma come ho detto c’è tempo fino a dicembre per donare e raccogliere altri fondi. L’idea, per gli interventi di ricostruzione, è quella di non sparpagliare i fondi su più progetti ma di concentrarsi su un solo progetto, probabilmente di natura infrastrutturale, che sia importante per le popolazioni locali e che sia anche “simbolico” e faccia capire in maniera tangibile la vicinanza del Trentino al Nepal. Sarebbe bello collegare la valle del Langtang, con un ponte o altri interventi infrastrutturali: questa valle è stata particolarmente sentita, e vi sono morti alcuni alpinisti trentini. Speriamo di poter decidere in maniera definitiva su questo progetto in settembre-ottobre.


Come sono i rapporti con le autorità locali?
La Provincia in quanto tale non ha rapporti diretti con le autorità nepalesi. Le associazioni che operano in loco, d’altro canto, sono quelle che si rapportano con il governo locale, e hanno già rapporti consolidati. Queste associazioni raccontano di una realtà molto variegata, anche se nel complesso l’impressione è positiva. Certo, come sempre in questi casi, ci sono stati episodi di eccesso di burocrazia, incomprensioni e, talvolta, anche corruzione. Il bilancio complessivo, però, sembra positivo.


Che progetti ci sono dopo dicembre, quando l’intervento del tavolo sarà esaurito?
In primo luogo, le associazioni che operano nella zona andranno avanti a lavorare, e questa è la prima e più importante garanzia di continuità. A oggi non c’è, però, una decisione della Provincia di continuare a collaborare oltre la durata del tavolo Trentino-Nepal.


Che tipo di consiglio darebbe a chi volesse aiutare?

In primo luogo, direi sempre di approfondire, capire e informarsi. La solidarietà non è solo generosità, è un fatto di relazione: è più facile donare sull’onda delle emozioni e poi disinteressarsi, mentre queste occasioni devono soprattutto servire per capire e scoprire il mondo che ci circonda.


Per chi volesse donare al fondo istituito dal Tavolo Trentino-Nepal, il codice IBAN è IT12S0200801820000003774828, causale “Fondo Nepal” presso l'Agenzia Trento Galilei di UniCredit S.P.A..

Con Luciano Rocchetti, Kurt Diemberger, Mario Corradini e Omar Oprandi parleremo del terremoto del Nepal, di alpinismo e solidarietà, la sera di sabato 22 agosto, alle ore 21:00, al tendone di Riva di Vallarsa. Coordineranno la serata Roberto Mantovani e Filippo Zolezzi. Arrivederci in Vallarsa.


Ludovico Rella ludovico_rella@yahoo.it

sabato 1 agosto 2015

Ogni guerra è una sconfitta, i conflitti in mostra a Tra le Rocce e il cielo


In occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, Tra le Rocce e il Cielo – che si svolge in Vallarsa dal 20 al 23 agosto 2015 -dedica due delle sue quattro giornate alla storia.

Della Grande Guerra si parlerà ponendo l’accento su temi difficili e poco considerati dalla storiografia ufficiale, come quelli della diserzione e della sofferenza mentale, ma non si scorderà l’attualità.

Come da tradizione i temi proposti saranno indagati attraverso mostre, ma anche film, incontri, uscite sul territorio, convegni, laboratori, concerti, spettacoli e presentazioni di libri.


Le mostre dedicate alla Grande Guerra spazieranno dalle mostre fotografiche di Alberto Bregani e Andrea Contrini, che documentano con occhio poetico ciò che resta delle opere belliche e dei teatri di battaglia, alla mostra dedicata alla diserzione ed alla sofferenza mentale dei reduci del conflitto, curata da Gregorio Pezzato raccogliendo documenti dagli archivi medici e militari dell’epoca. Grande spazio avranno anche i disegni d’epoca con la mostra di caricature curata da Rodolfo Taiani e Danilo Curti Feininger.

Altrettanto importante sarà il richiamo al presente grazie alle mostre fotografiche sui conflitti attuali nel mondo, curate da Fabio Bucciarelli, reporter di guerra e autore di alcuni degli scatti più famosi degli ultimi anni, e da Asmae Dachan, che avrà l’obiettivo puntato in particolare sulla situazione siriana, e sarà ospite venerdì 21 agosto nel Festival. Accanto a queste mostre, ci sarà infine l’esposizione delle foto del concorso ufficiale del Festival “Obiettivo Forte”.



Al Teatro Tenda Raossi, dal 1 al 30 agosto 2015 ( con orario 10.00-12.00 15.30-18.30, lunedì chiuso) si potranno visitare:





IL SEGNO E IL SILENZIO, Visioni e percezioni della Grande Guerra in Trentino
 mostra fotografica di Alberto Bregani


“Il segno è il silenzio” è una speciale selezione di 16 fotografie in bianco e nero tratte dal più ampio progetto di 85 scatti “Solo Il Vento” realizzato da Alberto Bregani per la Provincia autonoma di Trento – in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e Accademia della Montagna del Trentino – in occasione delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra in Trentino (1914-2014).

Tra il marzo 2013 e il novembre 2014, Bregani ha percorso decine di sentieri e visitato alcuni dei più significativi e suggestivi luoghi lungo il fronte trentino per fotografare con sguardo autoriale, contemporaneo ed evocativo le vestigia della Grande Guerra.
I siti sono stati scelti prendendo a riferimento il Sentiero della Pace, un tracciato di 520 chilometri che attraversa tutto il territorio trentino, dal Passo del Tonale alla Marmolada.

La mostra è stata realizzata con il contributo dell’Assessorato alla Cultura e dell’Ufficio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento e rientra nel programma ufficiale per le Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.

Vedi il blog di Solo il Vento



ECHI NELLA VALLE - Tracce della Grande Guerra dal Pasubio all'Altissimo
mostra fotografica di Andrea Contrini


Se la Grande Guerra ha lasciato impronte indelebili sulla società, ne ha lasciata una, altrettanto forte, anche sui terreni dove fu combattuta.

Nei boschi e sulle alture del Trentino meridionale si incontrano spesso trincee di cemento, gallerie nella roccia e crateri di esplosioni: sono i resti lasciati dal conflitto tra Regno d’Italia e Impero austro-ungarico che, dal 1915 al 1918, sconvolse queste terre trasformandole in prima linea ed in campi di battaglia. L'area geografica che va dal Monte Altissimo di Nago fino al Massiccio del Pasubio era infatti parte del lungo fronte italo-austriaco.

Le fotografie di "Echi nella valle" creano un viaggio alla scoperta delle vestigia di guerra in Vallagarina, Val di Gresta, Altopiano di Brentonico, Vallarsa, sui Monti Altissimo di Nago, Zugna e sul Massiccio del Pasubio.

Pasubio, Zugna e Passo Buole non sono solo nomi che evocano battaglie, ma luoghi che hanno ritrovato la quiete, dove i venti del nazionalismo hanno smesso di soffiare e dove la natura avvolge con la sua irruente bellezza le antiche ferite.

La mostra, attraverso 30 fotografie, ha l'intento di raccontare il dramma del passato ma anche la forza della natura e lo scorrere del tempo che hanno saputo trasformare i campi di battaglia in luoghi di pace.

Per maggiori informazioni http://www.andreacontrini.com





A COLPI DI MATITA - la grande guerra nella caricatura
mostra antologica a cura di Rodolfo Taiani e Danilo Curti Feininger 

Dalla seconda metà dell'Ottocento, le pagine delle testate illustrate diventano la palestra per disegnatori e grafici che vi applicano e provano modalità comunicative sempre aggiornate. Alcuni tra i disegnatori, caricaturisti, illustratori e pittori più noti offrono nuovi orientamenti e suggestioni visive al gusto di un pubblico fino allora raggiunto solo dalle immagini religiose e da forme di arte popolare.

La mostra propone un percorso, dunque, attraverso la storia delle più importanti riviste illustrate e dei suoi collaboratori, spesso vere e proprie celebrità, che permette di leggere come il conflitto, la guerra, il combattente, genericamente intesi, vengano interpretati e raffigurati prima, durante e immediatamente dopo la Grande Guerra, quando ciò che esisterà non avrà più nulla a che fare con il passato e che forse, proprio nel lavoro di alcuni artisti, viene tragicamente profetizzato.

Una rappresentazione che talvolta trova la sua vetrina anche nelle etichette dei prodotti commerciali e nelle comunicazioni visive di importanti aziende, sempre parte integranti delle riviste illustrate che per continuità di tradizione, per maestria dei collaboratori e per diffusione, si è scelto di selezionare per la mostra in un percorso cronologico che attraversa un periodo di circa trent’anni, dai primi anni novanta dell’Ottocento alla fine degli anni dieci del Novecento.




L’ODORE DELLA GUERRA 
mostra fotografica sui conflitti del '900 di Fabio Bucciarelli - Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo

EVIDENCE 
mostra fotografica di Fabio Bucciarelli - Fondazione Museo Storico del Trentino

Il fotografo è il testimone e le sue immagini la prova di quello che i suoi occhi hanno visto. La guerra vissuta dal di dentro, dalla parte degli ultimi, con gli sguardi di coloro che la soffrono: il dolore, gli scontri, i profughi e i civili che continuano la loro vita sotto le bombe, sono i personaggi delle esposizioni di Bucciarelli. Personaggi che attraverso la sua macchina fotografica prendono vita, tornano a respirare per presentarsi, più attuali che mai, al loro pubblico.

www.fabiobucciarelli.com

EVIDENCE è un excursus sui conflitti che hanno attanagliato il mondo durante questi ultimi anni: Iran, Birmania, Sud Sudan Libia e Siria

L’ODORE DELLA GUERRA Cosa si sente quando si è in prima linea, attorniati da guerriglieri ed esposti al fuoco? I sensi sono all'erta, picchi di adrenalina e momenti di quiete si susseguono in un'altalena di emozioni violente. In un giorno al fronte si formano legami, amicizie, coincidenze: ma il ritmo delle giornate brucia spesso tutto quello che si è costruito. Perché si è esposti alla sorte del momento, nella stretta di avvenimenti che nessuno può controllare. In collaborazione con Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo.





IL VENTO DEGLI OBICI: vite spezzate. 
Viaggio nel dolore e nella follia dei soldati nella Grande Guerra 
mostra documentaria di Gregorio Pezzato

La Grande Guerra produsse traumi psichici in milioni di persone, ma i comandi militari fecero di tutto per non accorgersene. Questi uomini furono ricoverati, crudelmente curati, considerati codardi, vigliacchi e simulatori, spesso fucilati o rispediti al fronte. Di questi, molti di quelli che sarebbero tornati alla vita civile, sarebbero stati etichettati per sempre come "scemi di guerra".




LA GUERRA SUL WEB, il calendario digitale www.lagrandeguerrapiu100.it

Il pubblico potrà consultare tramite una postazione computer il progetto dell’Università di Trento. A 100 anni dall’entrata in guerra dell’Italia, un calendario web che segua mese per mese quel conflitto: personaggi, armi, battaglie e le grandi questioni che esso ha portato con sé.




Museo della Civiltà contadina Riva, 17 agosto – 6 settembre 2015, orario 9.00-12.00 15.30-19.00, lunedì chiuso



FRANCOBOLLI NELLA GRANDE GUERRA
mostra storico – filatelica a cura di Zoilo Storti

576 francobolli emessi negli anni che precedono e seguono la Grande Guerra, spaziando dal 1895 al 1925. I francobolli sono tutti originali, ed in uso nei 23 Stati belligeranti.



OBIETTIVO FORTE

Mostra del concorso fotografico indetto dal festival TRA LE ROCCE E IL CIELO “Obiettivo Forte”. Verranno esposte le 15 opere scelte dagli utenti del web e dalla giuria, a disposizione del pubblico della manifestazione per la scelta dello scatto preferito.





Teatro S. Anna, 17 - 23 agosto 2015



TRA MACERIE E SPERANZE 
mostra fotografica sulla Siria di oggi, di Asmae Dachan 

La mostra propone una serie di scatti realizzati nella aree di conflitto da Asmae Dachan, giornalista professionista e scrittrice italo-siriana premiata con il riconoscimento 'A passo di notizia' per i suoi reportage giornalistici in Siria e ambasciatrice di pace per la University of Peace Switzerland, e da un gruppo di citizen reporters siriani di diverse città con cui la giornalista è in contatto. Un modo per valorizzare il loro lavoro, mostrando il volto di alcune città dove ai giornalisti stranieri è ormai impossibile accedere, e per rendere omaggio a tutti i reporter caduti per documentare cosa accade in Siria da quattro anni a questa parte. In collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti delle Marche.



Sala della Chiesa Riva, 17 - 23 agosto 2015



Mostra dei disegni degli alunni della scuola elementare “F. Cavallin” di Vallarsa

I bambini della scuola primaria F. Cavallin di Raossi, in occasione del centenario della prima guerra mondiale, e in collaborazione con la produzione dello spettacolo prodotto da TRA LE ROCCE E IL CIELO “I CROCEVIA DELLE COSCIENZE”, hanno deciso di affrontare il tema della guerra. Il progetto, che ha visto coinvolte tutte le classi della scuola primaria, è stato condiviso da tutte le insegnanti, che hanno lavorato insieme in maniera interdisciplinare.

venerdì 24 luglio 2015

A colpi di matita, la Grande Guerra nella caricatura

A COLPI DI MATITA -  la grande guerra nella caricatura
mostra antologica a cura di Rodolfo Taiani e Danilo Curti Feininger



Dalla seconda metà dell'Ottocento, le pagine delle testate illustrate diventano la palestra per disegnatori e grafici che vi applicano e provano modalità comunicative sempre aggiornate. Alcuni tra i disegnatori, caricaturisti, illustratori e pittori più noti offrono nuovi orientamenti e suggestioni visive al gusto di un pubblico fino allora raggiunto solo dalle immagini religiose e da forme di arte popolare.




Le riviste illustrate, veri e propri organi informativi, costituiscono un’esperienza diffusa in tutta Europa. Prima ancora del massiccio ricorso alla fotografia è la forma grafica a proporre rappresentazioni, raffigurazioni e interpretazioni di eventi di cronaca che spaziano dal costume alla politica, dallo spettacolo al tempo libero. E fra questi trovano spazio inevitabilmente le guerre, i tanti focolai di conflitto che da quello Franco tedesco della prima metà degli anni settanta si espandono sempre più al resto del pianeta, fra lotte coloniali sospinte dalla necessità di conquistare nuovi mercati grazie ai quali sostenere la produzione dell’Occidente industrializzato. Uno scontro fra civiltà, se si vuole, ma soprattutto il di svelarsi di una natura umana colta nelle sue dimensioni peggiori, e che non lascia indifferenti, nella restituzione grafica e/o artistica, caricaturale o realistica che sia, quanti si cimentano nella sua rappresentazione.


La mostra propone un percorso, dunque, attraverso la storia delle più importanti riviste illustrate e dei suoi collaboratori, spesso vere e proprie celebrità, che permette di leggere come il conflitto, la guerra, il combattente, genericamente intesi, vengano interpretati e raffigurati prima, durante e immediatamente dopo la Grande Guerra, quando ciò che esisterà non avrà più nulla a che fare con il passato e che forse, proprio nel lavoro di alcuni artisti, viene tragicamente profetizzato.




Una rappresentazione che talvolta trova la sua vetrina anche nelle etichette dei prodotti commerciali e nelle comunicazioni visive di importanti aziende, sempre parte integranti delle riviste illustrate che per continuità di tradizione, per maestria dei collaboratori e per diffusione, si è scelto di selezionare per la mostra in un percorso cronologico che attraversa un periodo di circa trent’anni, dai primi anni novanta dell’Ottocento alla fine degli anni dieci del Novecento.






Al Teatro Tenda Raossi, dal 1 al 30 agosto 2015 (con orario 10.00-12.00 15.30-18.30, lunedì chiuso)

giovedì 23 luglio 2015

Echi nella valle di Andrea Contrini

ECHI NELLA VALLE - Tracce della Grande Guerra dal Pasubio all'Altissimo
mostra fotografica di Andrea Contrini

Se la Grande Guerra ha lasciato impronte indelebili sulla società, ne ha lasciata una, altrettanto forte, anche sui terreni dove fu combattuta.
Nei boschi e sulle alture del Trentino meridionale si incontrano spesso trincee di cemento, gallerie nella roccia e crateri di esplosioni: sono i resti lasciati dal conflitto tra Regno d’Italia e Impero austro-ungarico che, dal 1915 al 1918, sconvolse queste terre trasformandole in prima linea ed in campi di battaglia. L'area geografica che va dal Monte Altissimo di Nago fino al Massiccio del Pasubio era infatti parte del lungo fronte italo-austriaco.



Le fotografie di "Echi nella valle" creano un viaggio alla scoperta delle vestigia di guerra in Vallagarina, Val di Gresta, Altopiano di Brentonico, Vallarsa, sui Monti Altissimo di Nago, Zugna e sul Massiccio del Pasubio.

Il terreno racconta gli eventi. A volte con lievi tracce offuscate dal tempo, altre volte con precisione, facendo echeggiare le sofferenze che i combattenti dovettero subire. Come sul Pasubio, dove ogni roccia racconta una storia di vita e di morte e dove sembra di sentire ancora il rumore delle armi, anche se le trincee sono vuote, le postazioni senza mitragliatrici e le cannoniere senza cannoni.

Ma Pasubio, Zugna e Passo Buole non sono solamente nomi che evocano battaglie: sono luoghi che hanno ritrovato la quiete, dove i venti del nazionalismo hanno smesso di soffiare e dove la natura avvolge con la sua irruente bellezza le antiche ferite.

La mostra, attraverso 30 fotografie, ha l'intento di raccontare il dramma del passato ma anche la forza della natura e lo scorrere del tempo che hanno saputo trasformare i campi di battaglia in luoghi di pace.


Per maggiori informazioni http://www.andreacontrini.com

Al Teatro Tenda Raossi, dal 1 al 30 agosto 2015 (con orario 10.00-12.00  15.30-18.30, lunedì chiuso)

martedì 21 luglio 2015

Il segno e il silenzio di Alberto Bregani

IL SEGNO E IL SILENZIO, Visioni e percezioni della Grande Guerra in Trentino.
 Mostra fotografica di Alberto Bregani

“Il segno è il silenzio” è una speciale selezione di 16 fotografie in bianco e nero tratte dal più ampio progetto di 85 scatti “Solo Il Vento” recentemente realizzato da Alberto Bregani per la Provincia autonoma di Trento – in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e Accademia della Montagna del Trentino – in occasione delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra in Trentino (1914-2014).



Tra il marzo 2013 e il novembre 2014, Alberto Bregani, insieme all’amico e guida alpina Sandro Vidi, ha percorso decine di sentieri e visitato alcuni dei più significativi e suggestivi luoghi di media e alta montagna lungo il fronte trentino per fotografare con sguardo autoriale, contemporaneo ed evocativo le vestigia della Grande Guerra.
I siti sono stati scelti prendendo come riferimento il Sentiero della Pace e i suoi dintorni, un bellissimo tracciato di 520 chilometri che va dal Passo del Tonale alla Marmolada, attraversando tutto il territorio trentino.

In mostra saranno esposte 16 foto relative a Passo dei Contrabbandieri, Crozzon di Lares, Cima Avalina e Doss dei morti, Nagià Grom, alla parte sommitale del Pasubio, alla Forra del Lupo sull’Altipiano di Folgaria, alle trincee nei boschi dell’Altipiano di Vezzena e al forte Busa Verle, ad alcune cime del Lagorai (cima Lasteati, Cima Paradisi, Colbricon), Cima Bocche e in conclusione alle postazioni militari del Passo Ombretta.

Questo progetto è stata una grande e intensa esperienza personale, ancor prima che un lavoro fotografico. È stato vivere per due anni, in modo continuo e profondo, un grande senso di desolazione e di tristezza per quello che ho visto, quello che ho letto e raccolto dai diari – spiega Bregani. Ho provato a raccontare la presenza della Guerra attraverso la sua assenza, gli indelebili e devastanti segni di ciò che fu e i loro attuali, pesantissimi silenzi. Ho cercato di allontanarmi il più possibile da ogni inutile retorica, fotografando ciò che percepivo essere ancora sospeso, fermo e cristallizzato nel tempo. Panorami di indicibile bellezza ma con tali stridenti contrasti da non poter essere ignorati. Oggi più che mai.

La mostra è stata realizzata con il contributo dell’Assessorato alla Cultura e dell’Ufficio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento e rientra nel programma ufficiale per le Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.

Vedi il blog di Solo il Vento